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Sabato 23 Settembre 2017 | 18:37

Sanità in Puglia

Troppi antibiotici ai bimbi
«Ora meno prescrizioni»

Troppi antibiotici ai bimbi  «Ora meno prescrizioni»

BARI - Dopo la stretta sulle statine (le pillole per il colesterolo), adesso tocca agli antibiotici. La giunta regionale vara la delibera che impone un taglio alla prescrizione fuori controllo dei farmaci battericidi con l’obiettivo di tagliare altri 20 milioni di euro l’anno. Ma i medici di famiglia non ci stanno, e diffidano la Regione a sospendere i controlli minacciando di rivolgersi - chissà perché - al garante della privacy.

La delibera licenziata ieri su input del capo dipartimento, Giancarlo Ruscitti, che sta portando avanti il lavoro impostato dal predecessore Giovanni Gorgoni, mette nel mirino in particolare 21 categorie di farmaci su cui la Puglia è seconda in Italia per la spesa. Le prime sei specialità nel periodo gennaio-novembre 2016 hanno mostrato uno scostamento rispetto alla media nazionale che sfiora il 60% di prescrizioni in più. È il caso in particolare delle cefalosporine di terza generazione, ovvero il Ceftriaxone, farmaco molto comune in ambito pediatrico: in Friuli se ne consuma una dose per ogni 1.000 abitanti sotto i 14 anni, in Puglia si arriva a 5,9. Ed escludendo che a Bitonto ci si ammali più che a Gorizia, è probabile che esista un problema di base: ad esempio, l’utilizzo delle cefalosporine non solo per la polmonite ma anche per i casi più lievi di faringite e tonsillite. O, più in generale, nella tendenza a prescrivere antibiotici anche per la semplice influenza.

Per questo la delibera regionale impone una serie di vincoli ai medici, a partire dall’obbligo di considerare gli antibiotici come «seconda scelta terapeutica» almeno in età pediatrica. Chi intende prescrivere una cura diversa potrà sempre farlo, ma dovrà fornire la motivazione annotandola in un apposito campo della ricetta elettronica. L’obiettivo è, come detto, riportare la Puglia nelle medie nazionali di prescrizione, recuperando già nel primo anno l’80% del gap. Tuttavia stavolta la delibera è più «morbida» rispetto a quella sulle statine, senza richiami espliciti alle sanzioni e con un sistema di controlli più blando.

I medici di base, infatti, non sembrano entusiasti di farsi dire ciò che devono fare. In una lettera del 18 gennaio, il sindacato Fimmg ha scritto al presidente Emiliano per contestare le modalità dei controlli introdotti dalla Regione rispetto a quanto prevede il contratto con i medici. «Non risulta che gli adempimenti ivi previsti siano stati assolti per cui non è chiaro sulla base di quali strumenti contrattuali l’appropriatezza dei medici prescrittori potrà essere misurata», è detto nella lettera della Fimmg. Che poi minaccia il ricorso al garante: «Si propone espresso avvertimento ad Exprivia Healthcare (che gestisce il sistema informativo Edotto, ndr) di osservare con scrupolosa attenzione le prescrizione del Garante della Privacy relative al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale del cittadino verificando se ai fini del controllo vi è legittimazione a conoscere tali dati e con quali autorizzazioni».

Obiezioni strumentali, secondo il capo dipartimento Ruscitti. «Abbiamo indicazioni cogenti sul fatto di essere la Regione peggiore sulla spesa farmaceutica. Il piano operativo concordato con i ministeri si basa sul recupero dei valori medi delle altre Regioni». In quanto alla presunta violazione della privacy, «Exprivia è autorizzata a trattare quei dati solo in forma anonima. Gli unici che possono vedere le prescrizioni in chiaro sono i medici di medicina generale, e solo per quello che riguarda ii rispettivi assistiti».

m.s.

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