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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 11:58

il caso a Potenza

Prima i cani e i gatti, poi i figli
Tribunale toglie bimbi a coppia

I piccoli cresciuti tra rifiuti e feci. Uno imitava gli animali

Prima i cani e i gatti, poi i figli  Tribunale toglie bimbi a coppia

POTENZA - Figli cresciuti in mezzo a una dozzina di cani e sette gatti. La casa e l'area circostante ridotte in condizioni di degrado e sporcizia, fra bestie, loro deiezioni e altri rifiuti. Due ragazzini scoperti a vivere in queste precarie condizioni igieniche, con situazioni che prefigurano un deficit di accudimento. Uno dei bimbi, secondo quanto appurato, «assumeva atteggiamenti imitativi di cani, camminando a quattro zampe, ringhiando, ansimando, annusando e leccando».

Questa la scena che si sono trovati davanti gli operatori dei servizi sociali di Potenza. Così, nello scorso dicembre, i bambini sono stati sottratti ai genitori e affidati a una casa famiglia. Decisione confermata dal Tribunale dei Minorenni: i piccoli (di 7 e 9 anni) non venivano seguiti adeguatamente e «le loro necessità, all'interno del contesto familiare, sono apparse posposte alle esigenze dei cani». I genitori, per poter riaverli a casa, devono non solo «rimuovere la negativa condizione igienica dell'alloggio familiare e del relativo spazio circostante». Ma anche «sottoporsi ad un percorso di recupero delle competenze genitoriali».

Tutto è cominciato con una denuncia da parte dei vicini di casa. E non per i bambini, ma per maltrattamento di animali. Sono scattati così i controlli ed è venuta alla luce la situazione. Cani, gatti, deiezioni, rifiuti di vario genere sparsi dappertutto. Con i bimbi, hanno saputo gli assistenti sociali, che «non hanno frequentato la scuola per circa due settimane senza alcuna motivazioner». Le insegnanti hanno confermato la situazione di grave disagio vissuta dai piccoli: ritardi alle lezioni, compiti per casa non svolti. Si presentavano «sporchi e maleodoranti, stanchi tanto da addormentarsi spesso sui banchi, e affamati».

Gli stessi ragazzi, a dire delle maestre, «hanno riferito che la madre suole dedicarsi più ai cani che a loro, non cucina se non quando è presente il padre e che spesso vengono lasciati soli a casa e vanno al letto molto tardi». Giocavano fino a notte con i videogiochi. Rare le docce, grembiulini talvolta «sporchi di feci», «indumenti maleodoranti e scarpe piene di peli di animali», zaini con dentro «merendine indurite». E una infanzia di solitudine: nessun amichetto andava a casa loro (restii gli altri genitori a mandare i figli in quella situazione) e compleanni trascorsi senza festa, né regali.

Ora pare che la situazione sia migliorata. Ma non risolta. L’abitazione è più pulita, e un bel po' di cani sono stati mandati in pensione. Ma non basta: la madre ne ha trattenuti ancora sei. E allora i bimbi restano nella casa famiglia. I genitori possono incontrarli per un’ora a settimana.

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