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Domenica 19 Novembre 2017 | 11:43

Rifiuti, la sentenza

Tersan Puglia, il Tar
«Emissioni entro limiti»

Tersan Puglia, il Tar«Emissioni entro limiti»

Il Tar ha accolto il ricorso della Tersan Puglia, impianto di compostaggio di rifiuti con sede a Modugno (Bari), contro i limiti delle emissioni odorigene imposti dall’Aia regionale nell’agosto 2015, ritenendoli "illegittimi». Lo rende noto l’azienda, spiegando che «il limite di 300 unità odorimetriche è corretto, come indicato dalle Bat (Best available practices), per biofiltri aperti. Diversamente, per biofiltri con camini e torri di lavaggio, come nel caso dell’impianto di compostaggio Tersan Puglia, il limite è quello indicato dalla legge regionale 23 del 2015, di 2000 unità odorimetriche». Soglia che, dice la società, «non è mai stata superata» come dimostrato anche dalle verifiche effettuate dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) su richiesta del Tar.
L’Ispra, chiamata ad accertare le emissioni odorigene prodotte dall’impianto in seguito a rilievi effettuati da Arpa Puglia che avevano registrato valori di concentrazioni di odori molto superiori anche alle 2000 unità, ha affidato i campionamenti ad Arpa Piemonte e Arpa Emilia Romagna. Le analisi hanno «confermato il rispetto dei limiti di legge da parte dell’impianto di compostaggio». Con riferimento al diverso esito delle indagini condotte da Arpa Puglia, i giudici del Tar hanno parlato di «strumentazione scientifica di dubbia attendibilità, in quanto risultata priva di certificati di taratura annuale degli strumenti di campionamento e analisi». Nel procedimento amministrativo contro la società Tersan, difesa dall’avvocato Luigi Paccione, si erano costituiti in giudizio oltre alla Regione Puglia e all’Arpa, la Città metropolitana e il Comune di Modugno.

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