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Sabato 21 Ottobre 2017 | 14:21

indagini a squinzano

Minorenne partorisce in casa
feto trovato morto nell'armadio

carabinieri auto

SQUINZANO - Un feto morto recuperato in un armadio e la giovane che lo ha partorito, una minorenne di Squinzano, ricoverata in ospedale. Carabinieri e due procure (quella ordinaria e quella presso il Tribunale per i minorenni) sono al lavoro per accertare quanto è avvenuto ieri sera a Squinzano. La ricostruzione è ancora frammentaria. Del resto la materia è delicata.

Tutto è cominciato nel tardo pomeriggio, quando al 118 è stato sollecitato un intervento. Da Squinzano è giunta una chiamata per un’emorragia. Sono stati i parenti di una 17enne a dare l’allarme. Ai sanitari l’emorragia è parsa subito sospetta. Sono state prestate le prime cure, sono state effettuate diverse trasfusioni di sangue e, alla fine, la verità è emersa. Sarebbe stata la stessa giovane a raccontare di aver partorito in casa e di aver nascosto il feto nell’armadio.

Così, mentre la 17enne è stata trasferita nel reparto di Ginecologia dell’ospedale di Copertino, i carabinieri sono andati a Squinzano, nell’abitazione della giovane alla ricerca del feto. Lo hanno trovato nell’armadio, pare che fosse in una busta, ed hanno subito informato il magistrato di turno presso la Procura ordinaria, il sostituto procuratore Donatina Buffelli, e il procuratore presso il Tribunale per i minorenni, Maria Cristina Rizzo.
Il feto, in serata, è stato portato all’obitorio dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Gli accertamenti medico legali, disposti dai magistrati, dovranno chiarire l’ora del parto e se il feto è nato morto oppure se è deceduto successivamente, nell’armadio.

Da quanto è dato di sapere, la vicenda sarebbe maturata in un contesto di degrado socio-familiare. La 17enne era affidata alla sorella ed era seguita dal tribunale dei minorenni e ultimamente dai servizi sociali. Le indagini della procura dei minori, affidate al sostituto Anna Carbonara, sono volte a chiarire e modalità e tempi dell’interruzione della gravidanza e la posizione dei familiari della giovane. La ragazza è ancora ricoverata e le sue condizioni sono stazionarie. Oggi i carabinieri, su disposizione del magistrato inquirente hanno acquisito dal nosocomio la cartella clinica della ragazza. A quanto si è saputo, tra l'altro, il 3 febbraio scorso la 17enne si era presentata in un altro nosocomio con sintomi emorragici e alla ragazza era stata diagnosticata una emorragia da ciclo mestruale: anche su questa circostanza sono in corso indagini dei carabinieri.

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