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Sabato 21 Ottobre 2017 | 01:20

Tricase

Ladri «pentiti» restituiscono
ecografo rubato in ospedale
«È stato riacceso, funziona»

Ladri «pentiti» restituisconoecografo rubato in ospedale

Prima lo hanno rubato poi, forse mossi dal pentimento, lo hanno restituito. La «buona azione» è stata compiuta da ladri che il primo febbraio scorso avevano rubato un ecografo dal centro di salute di Tricase: stamani gli stessi ladri hanno abbandonato lo strumento diagnostico davanti alla porta d’ingresso del centro, posizionandolo sotto una pensilina, al riparo dalla pioggia.

Non si sa se la restituzione sia stata mossa da sincero pentimento, oppure dalla difficoltà di vendere il macchinario. Però la sorpresa è stata grande per il direttore del distretto sanitario di Gagliano del Capo, Giuseppe Guida, che dopo il furto dell’ecografo, appena acquistato per 25 mila euro, aveva rivolto ai ladri un accorato appello, evidenziando l’importanza che il macchinario aveva per la salute dei pazienti del distretto.

«Lo abbiamo acceso ed é perfettamente funzionante. Da domani riprenderà la sua attività», ha annunciato soddisfatto Guida. Si tratta di un macchinario che viene utilizzato per l’avvio di un importante studio sulla tiroide e per effettuare ecografie a domicilio per pazienti che non possono raggiungere il centro salute di Tricase. Durante il furto avvenuto la notte a cavallo tra il primo e il 2 febbraio scorsi, i malfattori erano entrati nel centro, sfondando il cancello d’ingresso chiuso con lucchetto e catena. Una volta dentro si erano impossessati dell’ecografo e di un computer con stampante.

Grande soddisfazione viene espressa da Silvana Melli, direttore generale dell’Asl di Lecce che proprio sulla dotazione di moderni ecografi ai distretti ha imperniato la strategia Asl per rinforzare la sanità territoriale. «La salute delle persone - commenta - è più importante di qualsiasi cosa, evidentemente anche per chi l’ecografo l’aveva inopinatamente rubato. Si tratta, peraltro, di uno degli ecografi portatili di ultima generazione di recente messi a disposizione dei distretti».

«Strumenti fondamentali - afferma ancora - per poter fare esami a domicilio, utilissimi quindi per offrire un servizio prezioso a pazienti fragili, che non possono lasciare la propria casa o il proprio letto». «Una vicenda - conclude il direttore generale - che una volta tanto si chiude bene, voglio sperare per uno scatto di senso civico negli autori di un furto che aveva colpito l’Asl e l’intera comunità».

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