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Giovedì 23 Novembre 2017 | 10:34

In gara con «Ciò che resta»

Il barese Leo Stain a Sanremo
«Canterò la fine di un amore»

Il barese Leo Stain a Sanremo «Canterò la fine di un amore»

di NICOLA MORISCO

Galeotto il teatro Petruzzelli di Bari. Da adolescente, dopo una performance sul palcoscenico del Politeama barese, ha capito che custodire quella bolla magica nella quale era appena entrato sarebbe stato l’obiettivo della sua vita. Adesso, a soli 22 anni, il cantautore barese Leonardo Lamacchia (conosciuto anche come Leo Stain) calcherà un altro palcoscenico italiano importante, l’Ariston di Sanremo. «In effetti quell’esibizione al Petruzzelli, – commenta Lamacchia -, è stata importante per decidere cosa avrei fatto da grande e, forse, non ho sbagliato. È bellissimo sentire tutto il sostegno inaspettato che sta arrivando dai pugliesi. Spero che tutta la Puglia sia vicina a me in questo momento importante».

Con il brano Ciò che resta, infatti, l’artista pugliese sarà in gara tra le Nuove Proposte dell’edizione 2017 del festival della canzone italiana. Il singolo, già disponibile su Itunes da venerdì 3 così come il video su Youtube, è stato scritto da Lamacchia insieme con Mauro Lusini (autore, tra l’altro di C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, portata al successo da Gianni Morandi e, più di recente, di AAA cercasi di Carmen Consoli) e Gianni Pollex, talentuoso autore barese. L’album, invece, che contiene 6 brani inediti, sarà disponibile a partire da venerdì 10 su etichetta OTRlive e distribuito da Universal Music Italia. «In questo periodo – prosegue Lamacchia -, stiamo mettendo a punto l’album che uscirà a brevissimo».

«Ciò che resta è una canzone che parla della fine di una storia d’amore – precisa Lamacchia -. Una riflessione sulla conclusione d’ogni percorso di vita: ogni fine è sempre, anche, un nuovo inizio se sappiamo cogliere lo slancio, la libertà che ci lasciano uno spazio ormai vuoto e il bello e il bene già vissuti. Resta soltanto l’essenza di ciò che è stato, solo ciò che di più prezioso abbiamo avuto. Ciò che abbiamo imparato nelle storie passate deve essere il tesoro col quale affrontare il nostro domani».

La voce di Leonardo è decisamente personale, anche se i suoi punti di riferimento sono orientati verso i crooner americani. «I miei ascolti sono legati alla musica prevalentemente inglese – afferma Lamacchia -, ma anche molto cantautorato italiano, penso a Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Cammariere e, soprattutto, Sergio Endrigo».

Siamo sicuri che Ciò che resta di Leonardo Lamacchia lascerà il segno sul palco dell’Ariston. Così come lo faranno anche gli altri pugliesi a iniziare da Al Bano Carrisi, tra i big con il brano Di rose e di spine, così come Ermal Meta, albanese di nascita, barese d’adozione, che torna al festival per la quarta volta (la prima con Ameba 4, la seconda con La fame di Camilla, la terza da solista), con il brano Vietato morire.

Nella sezione «big», in gara ci sarà anche Elodie, seconda classificata della quindicesima edizione del talent show Amici di Maria De Filippi, con il brano Tutta colpa mia. Autori di questa canzone sono due giovani autori baresi: Gianni Pollex, già noto autore insieme a Ermal Meta del brano Straordinario di Chiara Galiazzo e Francesco Cianciola.

Alla stesura finale del brano ha collaborato anche la salentina Emma Marrone.

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