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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 02:57

a bari

Omicidio Labriola
al via il processo: 6 imputati

paola labriola

BARI - Con la costituzione delle parti, l'ammissione delle liste testi e delle intercettazioni da trascrivere, è iniziato dinanzi ai giudici della prima sezione collegiale del Tribunale di Bari il processo nei confronti di sei imputati, tra i quali l’ex direttore generale della Asl di Bari Domenico Colasanto, in relazione alla morte di Paola Labriola, la psichiatra barese uccisa il 4 settembre 2013 da un paziente mentre era a lavoro nel Centro di salute mentale di via Tenente Casale a Bari. L’azienda sanitaria è a processo nella sua doppia veste di parte danneggiata e di responsabile civile, chiamata cioè a risarcire le vittime in caso di condanna degli imputati.

Nel procedimento sono costituiti come parti civili la famiglia della vittima, assistita dall’avvocato Michele Laforgia, e la Asl di Bari. I giudici hanno invece rigettato la richiesta di costituzione di parte civile dell’Ordine dei Medici. La vicenda riguarda le presunte responsabilità dei funzionari Asl per la carenza di dispositivi di sicurezza nella struttura in cui lavorava la dottoressa Labriola. Oltre all’ accusa di omicidio volontario nei confronti dell’assassino, il 40enne Vincenzo Poliseno già condannato in Appello a 30 anni di carcere, il pm della Procura di Bari Baldo Pisani ha infatti ipotizzato nei confronti di Colasanto i reati di morte come conseguenza di altro reato, omissione di atti d’ufficio e induzione indebita a dare o promettere utilità.

In concorso con l’ex dg rispondono di induzione indebita anche l’ex segretario di Colasanto, Antonio Ciocia, e un altro dipendente della Asl di Bari, Giorgio Saponaro, per aver "pressato con insistenza", è scritto nel capo d’imputazione, il funzionario Asl Alberto Gallo nella predisposizione dei falsi Dvr (Documenti di valutazione dei rischi). Sono inoltre accusati di falso materiale in atto pubblico lo stesso Gallo e altri due funzionari, Baldassarre Lucarelli e Pasquale Bianco. Nella prossima udienza dell’1 giugno saranno chiamati a testimoniare gli agenti della Questura di Bari, tra i quali l’ex capo della Squadra Mobile Luigi Rinella, intervenuti sul luogo del delitto.

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