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Sabato 25 Novembre 2017 | 05:11

Fecero fallire altra società

Caso Divania, chiesto giudizio
per cinque ex dirigenti Unicredit

Fallimento DivaniaUnicredit condannatapagherà 12 milioni

Alcuni ex dirigenti della banca Unicredit avrebbero ingannato un imprenditore barese, l’ex titolare di Divania (fallita nel 2011), facendogli costituire un’altra società per poi causarne il dissesto a seguito di una operazione milionaria di compravendita immobiliare. La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio, per il reato di bancarotta fraudolenta, di cinque ex dirigenti della «Unicredit Banca d’Impresa Spa» accusati di aver portato al fallimento la società Parco Don Vito di Bari, interamente controllata da Divania e amministrata dallo stesso imprenditore, Francesco Saverio Parisi.

La vicenda contestata ha origine nel 2005. Divania era in difficoltà a causa di operazioni su derivati «la cui natura truffaldina - dice la Procura di Bari - aveva già cagionato il dissesto» della stessa Divania. Per questi fatti è attualmente in corso un’altra udienza preliminare a carico di 16 persone, tra i quali anche gli odierni indagati, accusati di bancarotta. Per le perdite dovute alle operazioni in derivati la Curatela del fallimento di Divania ha inoltre già ottenuto dal Tribunale civile di Bari il pagamento da parte di Unicredit di complessivi 20 milioni di euro. 

Secondo il pm Isabella Ginefra che ha coordinato le indagini, la banca avrebbe indotto Parisi a ritenere di essere debitore nei confronti di Unicredit anziché creditore «in quanto vittima delle suindicate operazioni in derivati del tutto truffaldine e dell’appropriazione indebita di ingenti somme» pari a oltre 183 milioni di euro. I funzionari della banca avrebbero quindi indotto l’imprenditore a costituire la società 'Parco Don Vitò, impegnandosi ad acquistare, senza averne la disponibilità economica, l’immobile dove aveva sede Divania, nella zona industriale di Modugno, al costo di 28 milioni di euro a fronte di un capitale sociale pari a 13mila euro e ad un mutuo ottenuto dalla stessa banca di 10 milioni di euro. «Operazioni dal compimento delle quali - scrive la Procura di Bari nell’imputazione - derivava il dissesto ed il conseguente fallimento» della società, avvenuto nell’ottobre 2012.

Per questa vicenda rischiano il processo Mario Aramini, nella sua qualità all’epoca dei fatti di direttore generale della Unicredit Banca d’Impresa, Alfredo Protino, responsabile della Direzione regionale Centro Sud di Unicredit, Francesco Conteduca, responsabile erogazione crediti, Giuseppe Cittadino, procuratore speciale, Luigi Boccadoro, responsabile della filiale Bari Centro di Unicredit. L’udienza preliminare dinanzi al gup del Tribunale di Bari Rosa Anna De Palo inizierà il 21 aprile.

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