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Domenica 20 Agosto 2017 | 21:09

prima volta in puglia

Stimolazione cerebrale
al Perrino nuova speranza
contro il parkinson

stimolazione cerebrale

di TOMMASO VETRUGNO

BRINDISI - Il “Perrino” di Brindisi diventa apripista in Puglia per interventi neurochirurgici per alleviare i sintomi di alcune malattie, quali il morbo di Parkinson.
La conferma arriva dal delicato intervento di giovedì scorso che ha portato ad impiantare in un paziente il Dbs (Deep Brain Stimulation), un complesso meccanismo che porta alla stimolazione cerebrale profonda. L’obiettivo resta quello di alleviare il tremore essenziale e la distonia primaria tipiche dei pazienti affetti da morbo di Parkison. Un intervento destinato ad aprire nuovi orizzonti in una regione che finora non era riuscita a portare in porto un’operazione del genere.
A finire sotto i ferri per l’impianto del Dbs è stato un uomo di 56 anni, affetto dal morbo da un paio di anni. Uno staff medico di primo livello quello che si è preso carico dell’intervento delicato che ha interessato specialisti di diverse branche della medicina. In sala operatoria è andata, quindi, le equipe di Neurochirurgia diretta dal dirigente medico Antonio D’Agostino, con i medici Francesco Romeo e Piermassimo Proto e quella di Neurologia diretta dal dirigente professor Bruno Passarella, con il medico Francesca Spagnolo. Per il primo intervento in Puglia erano presenti, per il classico start-up di circostanza, anche i colleghi dell’ospedale San Raffaele di Milano con il medico neurologo Maria Antonietta Volontè, il medico neurochirurgo Alberto Franzin e l’ingegnere dell’unità Inspe Mario Cursi.

Un intervento lungo e pienamente riuscito, ma come sempre in queste circostanze bisognerà attendere almeno la prima settimana per avere i riscontri oggettivi necessari per sciogliere ogni riserva in merito. Indubbiamente i primi risultati post-intervento sono incoraggianti e promettono bene per il paziente che adesso dovrà reagire all’impianto invasivo, non dimostrando segnali di rigetto. Di certo questo intervento non cura la malattia, ma riduce notevolmente i sintomi quali possono essere nel morbo di Parkinson il tremore, rigidità ipocinesia, che alterano la normale attività motoria del paziente impedendogli di mangiare, camminare, vestirsi normalmente. Attualmente la procedura chirurgica viene utilizzata solo per i pazienti i cui sintomi non possono essere adeguatamente controllati con i farmaci o a cui i farmaci causano effetti collaterali gravi.

L’intervento del “Perrino” è da considerare a tutti gli effetti apripista perché potrebbe porre un freno ai cosiddetti viaggi della speranza che portano in giro per gli ospedali del territorio nazionale quei pazienti che cercano risoluzioni concrete alle problematiche del morbo di Parkinson mettendo in preventivo l’intervento chirurgico. Da diversi anni, in casi selezionati, nelle fasi avanzate della malattia è possibile beneficiare di una particolare opzione terapeutica la Dbs, in altri termini la stimolazione cerebrale profonda dei nuclei subtalamici, proprio quella operata al Perrino. La procedura neurochirurgia prevede l’impianto di elettrodi intracerebrali collegati con uno stimolatore sottocutaneo che, modulando in maniera reversibile l’attività dei predetti nuclei, migliora decisamente i sintomi della malattia. L’intervento di Dbs necessita di collaborazioni multidisciplinari: neurochirurgiche, neurologiche e neurofisiologiche.
Quello del “Perrino” rappresenta, quindi, il primo caso in Puglia di un intervento chirurgico introdotto nella pratica clinica alla fine degli anni Novanta.

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