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Venerdì 24 Novembre 2017 | 23:22

I disordini di maggio scorso

Bari, 11 ordinanze arresti per la guerra
delle fornacelle a festa di S. Nicola

Scontri tra polizia e abusiviFerito il capo dei vigili a Bari

NICOLA PEPE

Furono tre giorni di guerriglia urbana, uno sfregio alle regole e una sfida alle istituzioni. Sei persone sono state messe agli arresti domiciliari, mentre cinque sono state colpite da obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: tutte e 11 (c'è anche una donna) sono state destinatarie all'alba di oggi di un'ordinanza emessa dal gip del tribunale di Bari per i disordini scoppiati in occasione della festa patronale di San Nicola, tenutasi in Bari il 7, 8 e 9 maggio 2016. I fatti riguardano le proteste degli abusivi contro i blitz della Polizia municipale e delle forze dell'ordine contro le «fornacelle», vere e proprie rivendite volanti di carne alla brace. Le accuse sono, a vario titolo, di resistenza e minaccia aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato, percosse e lesioni aggravate.

La misura coercitiva degli arresti domiciliari è stata eseguita nei confronti di Vito Domenico Calabrese, Gianluca Di Tanno, Antonio Manzari, Leonardo Anaclerio e Vito Caringella; quella dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di Mario Ricci, Michele Sanò, Emanuele Cisternino, Rita Tritta, Giovanni Chiricallo. Allo stato non risulta eseguita una delle misure applicative degli arresti domiciliari

Nel corso delle proteste furono rivolte minacce anche nei confronti del Sindaco di Bari Antonio Decaro - accusato di aver usato una linea dura nei confronti degli abusivi e dal quel periodo sotto scorta - e provocate lesioni ad alcuni operatori delle Forze dell’Ordine che cercavano di impedire ai venditori abusivi di accendere fornaci per arrostire carne in strada. “Gli arresti di questa mattina - ha commentato il sindaco Antonio Decaro - sono l’ennesima dimostrazione della presenza dello Stato a Bari. La legalità è un processo che si costruisce a partire dal rispetto delle regole. Voglio chiedere scusa a tutti quei baresi ai quali magari abbiamo rovinato la festa di San Nicola lo scorso anno, ma sappiamo che le azioni e i sacrifici di allora sono stati importanti per vincere questa battaglia di legalità. Voglio ringraziare tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine che quel giorno hanno trascorso l’intera giornata per strada, senza mai mollare di un centimetro, gli inquirenti che ci fanno sentire la loro presenza nelle piccole e grandi battaglie quotidiane e i commercianti che quel giorno hanno scelto da che parte stare e non hanno ceduto alle intimidazioni. Il rispetto e l’amore per la nostra città si dimostrano anche con questi gesti, tenendo la schiena dritta”.

Furono tre giorni di continue tensioni culminate la sera dei fuochi (il 9 maggio) difficili, con una carica della polizia tra migliaia di persone per sedare le proteste. «C'è stata una vera e propria battaglia tra lo Stato e alcuni gruppi criminali, e ha vinto lo Stato», disse il sindaco di Bari Antonio Decaro, bersaglio di minacce da alcuni degli abusivi cui erano state sequestrate le attrezzature e la merce (per lo più mal conservata e persino avariata). «Ci sono in questa città, purtroppo, dei gruppi organizzati e anche sulla festa di San Nicola hanno suddiviso il territorio, il lungomare, per clan. E controllano non solo le attività degli irregolari, ma anche le attività delle persone regolari». 

La linea dura decisa quest’anno dall’amministrazione comunale avrebbe infatti sconvolto gli equilibri che i clan dei quartieri Libertà, Japigia e Bari Vecchia hanno trovato da anni spartendosi e controllando l’assegnazione dei posti per le «fornacelle» illegali. I primi segnali della tensione crescente si ebbero la sera della Caravella quando, nel pieno della festa che richiama decine di migliaia di persone sul lungomare, dopo il sequestro dei vigili di carne in pessimo stato di conservazione e la «fornacella» di un abusivo, un uomo cominciò a lanciare sulla folla alimenti e bottiglie di birra. 

L’indomani mattina durante nuovi e massicci sequestri da parte dei vigili, gli ambulanti reagirono circondando i camion dell’azienda di igiene urbana su cui veniva caricato il materiale sequestrato, impadronendosi delle chiavi e forando le ruote di uno dei mezzi. Un centinaio di loro raggiunse la piazza dove era allestito il 'villaggio del gustò con le bancarelle autorizzate alla vendita di alimenti, tentando di intimidire gli esercenti perchè chiudessero l’attività. Dopo l'intervento massiccio dei vigili - ed una lunga e accesa trattativa - la protesta scemò e il presidio massiccio delle forze dell’ordine evitò ulteriori minacce ai venditori autorizzati.

La sera dei fuochi, il 9 maggio, la nuova provocazione quando un gruppo di venditori ambulanti accese nuovamente le fornacelle reagendo violentemente all’intervento dei vigili e determinando la carica delle forze dell'ordine in cui rimase ferito lo stesso comandante dei vigili.

«Si completa un percorso iniziato un anno fa con una gestione diversa dell’ordine e della sicurezza pubblica», ha commentato il questore di Bari, Carmine Esposito. «Un segnale importante per la città e per quelli che agiscono costantemente nell’illegalità», ha aggiunto, sottolineando «la lungimiranza dell’amministrazione comunale che con i controlli dello scorso anno volle contrastare l’abusivismo della vendita di cibi e bevande per strada». I provvedimenti di oggi sono stati resi possibili - ha sottolineato ancora Esposito - dalla collaborazione tra tutte le forze dell’ordine, polizia di Stato, polizia locale e carabinieri. I reati sono stati documentati con numerosi video ripresi anche da cittadini che assistettero a scene che lo scorso anno produssero vero e proprio panico per strada.

Su disposizione del gip del Tribunale di Bari cinque persone sono agli arresti domiciliari, Vito Domenico Calabrese, Gianluca Di Tanno, Antonio Manzari, Leonardo Anaclerio e Vito Caringella, tutti baresi e noti alle forze dell’ordine. Sono stati sottoposti a obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: Mario Ricci, colui che, secondo l’accusa, materialmente minacciò il sindaco di Bari, Michele Sanò, Emanuele Cisternino, Rita Tritta e Giovanni Chiricallo.

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