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Giovedì 23 Novembre 2017 | 17:57

indagini digos

Inneggiava all'Isis
indagato per terrorismo
albanese residente a Noci

terrorismo Isis

BARI - Ritiro del passaporto con divieto di espatrio e obbligo di soggiorno nel Comune di Noci sono le prescrizioni imposte con il provvedimento d’urgenza emesso dal Tribunale di Bari nei confronti del 38enne albanese Edmond Ahmetaj, indagato dalla Dda per terrorismo internazionale. Stando alle indagini degli agenti della Digos della Questura di Bari, coordinate dal pm Isabella Ginefra, l’uomo avrebbe espresso disprezzo su Facebook per le vittime degli attentati di Parigi del novembre 2015 e inneggiato all’Isis. Gli accertamenti degli investigatori baresi sono iniziati proprio dopo gli agguati terroristici in Francia e hanno documentato una presunta attività di proselitismo e intensi contatti con gruppi filo-jihadisti.

Grazie alla nuova normativa antiterrorismo che estende le misure di prevenzione antimafia anche ai soggetti sospettati di terrorismo ritenuti socialmente pericolosi e meritevoli di attenzione e maggiore controllo, la Dda di Bari ha chiesto alla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale l’applicazione della sorveglianza speciale. La richiesta è stata discussa questa mattina ma, nelle more della decisione, il presidente della sezione, Francesca La Malfa, ha emesso nei giorni scorsi un provvedimento di urgenza.

Il 38enne, stando alle verifiche fatte dagli investigatori baresi, vive da alcuni anni in provincia di Bari, con cittadinanza italiana regolarmente acquisita dal maggio 2016, e risiede con la famiglia a Noci. Il suo profilo Facebook ha insospettito gli agenti della Digos per alcuni riferimenti alle vittime del Bataclan, per una foto in cui l’uomo imbraccia un’arma da guerra e un video condiviso sulla sua bacheca in cui l'Imam di Londra Anjem Choudary, di recente condannato per terrorismo, parla in un’intervista di un possibile attentato in Italia. La richiesta della sorveglianza speciale applicata ad un sospettato di terrorismo è stata avanzata in Italia in altre tre occasioni dall’entrata in vigore della normativa, a Como nel marzo 2015 su richiesta del Questore, a Vicenza e Brescia rispettivamente nel dicembre 2015 e nel giugno 2016 su richiesta della Direzione Nazionale Antimafia. Per la prima volta, però, l'eventuale applicazione della misura di prevenzione su richiesta della locale Dda, viene preceduta da un provvedimento di urgenza emesso direttamente dal presidente di sezione.

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