Cerca

accusa: manipolazione del mercato

Processo rating a Trani
S&P: Esma e Consob
hanno escluso illeciti

logo Standard & Poor's

TRANI - Le tesi del pubblico ministero di Trani sono «un miraggio che, se esaminato da vicino, svanisce" perché «non esiste alcuna prova a supporto delle accuse». E non mancano solo le prove penalmente rilevanti, mancano anche quelle amministrative perché gli enti di controllo come Consob ed Esma (Autorità europea di controllo dei mercati) «non hanno mai rilevato irregolarità» nella decisione di S&P di declassare di due gradini il rating dell’Italia (da A a BBB+) il 13 gennaio 2012. In particolare, l’istruttoria avviata dall’Esma subito dopo il downgrade, basata sugli stessi atti d’indagine della pubblica accusa, si è conclusa «con l’affermazione che non era stata commessa alcuna manipolazione del mercato». Parte all’attacco la difesa di Standard & Poor's al processo per manipolazione del mercato a cinque tra analisti e manager della società di rating.

Le arringhe dei difensori di Yann Le Pallec, avv.Jean-Paule Castagno e Luigi Isolabella, e di Deven Sharma, avv. Francesco Isolabella, per oltre otto ore hanno tentato di minare alle fondamenta la ricostruzione del pm Michele Ruggiero che nella scorsa udienza ha chiesto la condanna a due anni di reclusione e 300mila euro di multa per Deven Sharma, all’epoca dei fatti presidente mondiale di S&P, e a 3 anni e 500mila euro di multa ciascuno per Yann Le Pallec, responsabile per l’Europa, e per gli analisti del debito sovrano Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer. Per S&P è stata chiesta la sanzione di 4,6 milioni. Agli imputati si contesta di aver fornito "intenzionalmente» ai mercati finanziari - tra maggio 2011 e gennaio 2012 - quattro report contenenti informazioni tendenziose e distorte sull'affidabilità creditizia italiana e sulle iniziative di risanamento adottate dal governo per "disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne così il valore». L’ultimo report sotto accusa è quello del declassamento del rating dell’Italia, "frutto della manipolazione del mercato perché basato su dati economici falsi ed elaborato da analisti incapaci», sostiene la Procura.

«Il pm è un maestro della comunicazione, ha introdotto fatti confliggenti facendoli sembrare coesistenti», ha rilevato l'avv.Luigi Isolabella spiegando al Tribunale (presidente Giulia Pavese) che gli «analisti non erano incapaci, ma assolutamente autorevoli». «Se Consob nella sua istruttoria avesse trovato un minimo elemento per poter sanzionare S&P lo avrebbe sicuramente fatto, così non è stato», ha insistito il difensore di Sharma ribaltando le conclusioni del pm Ruggiero che in requisitoria aveva sostenuto che Consob non aveva potuto chiudere il procedimento a carico della società di rating perché «castrata, sterilizzata, neutralizzata» dai documenti che S&P non aveva prodotto durante l’istruttoria. Si torna in aula il 3 febbraio per le altre arringhe.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400