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Martedì 21 Novembre 2017 | 13:08

un progetto

Privatizzare il cimitero?
Il Comune di Bari ci pensa

ingresso cimitero di Bari

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - Nel pacchetto, con tanto di slide, spunta persino l’area per gli animali d’affezione, il campo per dare una degna sepoltura ai compagni di una vita. Che sia il gatto, il cane o semplicemente il coniglietto fatto circolare per il salotto di casa che vogliamo continuare ad andare a trovare anche dopo che il passaggio sul ponte dell’arcobaleno. Nelle bozze la sede viene indicata a Palese.
Non da meno un sito web dedicato grazie al quale monitorare lo stato di avanzamento dei lavori commissionati su cappelle private e loculi o, nei casi più pratici, per stampare in tempo reale il percorso più semplice che porta alla lapide di qualche caro defunto. Magari per lasciare un fiore o per dire una preghiera. Il sito potrà svolgere anche la funzione di vetrina commerciale: scegliere il posto e il campo per far riposare, un domani, i propri resti mortali.
Certo, tutta roba da non stare allegri, ma il Comune si attrezza anche per gli ultimi viaggi dei suoi cittadini. Sono questi alcuni dei punti più salienti del project financig per esternalizzare i servizi cimiteriali nelle sette necropoli cittadine, da quella centrale di via Crispi sino a quelle delle ex frazioni.

A Palazzo di Città da qualche mese giace sulle scrivanie uno studio di fattibilità confezionato da un gruppo di 5-6 aziende private che, sul modello di Torino e Milano, promette di modernizzare anche Bari sul fronte dei cimiteri.
L’intervento dei privati, che sarà discusso in queste ore in giunta municipale, prevede una concessione di 20 anni, nei quali le aziende o il raggruppamento di imprese si occuperanno con un investimento iniziale di 25 milioni di euro, di tutti i servizi cimiteriali: dalle inumazioni alle tumulazioni passando per la realizzazione di nuovi loculi comunali, per le operazioni di cremazione o per tutte le incombenze gestionali su impianti, lampade votive, manutenzione e pulizia delle necropoli.
Ci sarebbe da fare ogni debito scongiuro, ma al Comune l’operazione non dispiace visto che per le casse pubbliche si stima un risparmio all’anno di 350mila euro, rispetto al milione e 100mila euro che ogni anno la pubblica amministrazione spende per questo particolare capitolo di spesa.

Il progetto prevede anche la informatizzazione di tutte le pratiche: stop ai faldoni e al cartaceo, per registrare i dati anagrafici del defunto e la sua collocazione nei campi basterà farlo sul pc.
«Con una vera banca dati collegata all’Anagrafe comunale» dice seriamente il vicesindaco e assessore al Patrimonio Vincenzo Brandi. L’operazione, che passerà attraverso un bando di gara partendo da questo studio di fattibilità già confezionato, prevede anche una quota spettante al Comune, un 5-10 per cento di aggio sugli incassi di lampade votive, loculi e cremazioni e che nel giro di 20 anni dovrebbero aggirarsi intorno a 2,4 milioni di euro. Di incassi. Insomma, niente male come ammortizzatore della spesa pubblica.
«Chiaramente questo non significa perdere gli attuali posti di lavoro o bloccare da subito i regolari contratti con le aziende esterne che si occupano di alcuni servizi. Saranno mantenuti sino alla loro naturale scadenza – precisa Brandi -. Il personale comunale attualmente impegnato negli uffici dei cimiteri verrebbero invece, una volta avviata l’esternalizzazione, riassorbito nella nostra pianta organica con altre mansioni. Con la realizzazione di altri loculi, una parte consistente – aggiunge l’assessore – sarà anche dedicata alle famiglie meno abbienti».
E nei piani c’è persino la necessità di un secondo forno crematorio, con il contestuale ammodernamento del primo, spesso mandato in tilt dai guasti e dal boom di operazioni cinerarie.

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