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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 15:59

disagi al di venere

«Per 5 ore a far
la dialisi al freddo»

dialisi

di VALENTINO SGARAMELLA

BARI - «Ci aiuti per piacere a sollevare questo problema, non ne possiamo più». Marco Tenzone 66 anni, dializzato, referente dell’associazione nazionale emodializzati per l’ospedale «Di Venere», richiami l’attenzione sul fatto che l’impianto di riscaldamento nel centro di emodialisi dell’ospedale funziona a singhiozzo. Sono 80 dializzati a praticare la dialisi nel nuovo centro, allestito un anno e mezzo fa circa, al Di Venere. «L’impianto di riscaldamento non ha mai funzionato in realtà. In pratica – spiega Tenzone - accade che l’impianto si blocca, giungono i tecnici e lo rimettono in sesto. Il giorno dopo, nuovo guasto, nuova interruzione del riscaldamento e temperature polari nella stanze».
L’emodialisi è una pratica che causa di per se un raffreddamento corporeo. Se a ciò si aggiunge la mancanza di riscaldamento, per i pazienti non è semplice. «Ho riferito la cosa al primario e poi all’ufficio relazioni con il pubblico, ma senza alcun risultato».

Ieri mattina, Tenzone ha trovato ancora una volta le stanze gelide e non ne ha potuto più. Ha chiamato i carabinieri. «Ho parlato con il direttore sanitario del Di Venere il quale, con mia somma sorpresa, ha risposto di non saperne nulla del guasto all’impianto. Mi chiedo come possa essere, visto che questa situazione va avanti da molto tempo». Tenzone svela: «il direttore sanitario mi ha detto che qualcosa non va come dovrebbe all’impianto che deve essere smontato, devono spegnere tutto per riparare il guasto. Noi continueremo a stare al gelo mentre facciamo la dialisi».

La pratica che consente il totale rinnovamento del sangue in pazienti con insufficienza renale costringe a restare 5 ore a letto fermi con tubi collegati ad una macchina. «Immagini il freddo che ha fatto nei giorni scorsi, quando Bari è stata investita da un’ondata di gelo e neve. Abbiamo fatto la dialisi per due giorni senza riscaldamento», conclude.

Vito Montanaro direttore generale Asl rassicura: «Abbiamo avuto dei problemi in più di un’occasione subito dopo l’emergenza neve, localizzati alla tubatura ed al quadro elettrico». Il ghiaccio ha determinato la rottura. «Accade che, dopo due o tre riparazioni, hanno capito che è saltato un pezzo del quadro elettrico dell’impianto». A quel punto, ogni volta che si registra uno sbalzo di tensione elettrica, si stacca l’interruttore.

Come risolvere il problema? «In attesa che la settimana prossima arrivi il pezzo in sostituzione all’interno del quadro elettrico – dice Montanaro - il tecnico che è reperibile sarà chiamato dal medico in presenza di uno sbalzo di tensione». Se salta la corrente dovranno semplicemente tirare su la leva del quadro generale. «E’ un rimedio antico – precisa Montanaro – ma di sicuro i pazienti non resteranno più al freddo. Abbiamo ordinato i pezzi in sostituzione e saranno installati per rendere l’impianto efficiente»

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