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Ecco «lady satelliti»
viene da Putignano

Dal 2001 in Asi, l'ingegnere Laura Candela è responsabile dell’unità di osservazione della terra

Laura Candela

Laura Candela

di PATRIZIO PULVENTO

BARI - Laura Candela - 50 anni di Putignano, laureata in ingegneria elettronica a Bari - è responsabile di una di quelle eccellenze italiane di cui si sa poco o nulla, ma che silenziosamente hanno un ruolo scientifico decisivo nella qualità della vita e di sicurezza nazionale dei cittadini.
Stiamo parlando dell’Agenzia spaziale italiana (Asi). Oltre a contemplare le stelle e a sorvegliare lo spazio che circonda la terra, l’unità guidata da Laura Candela provvede, con un sistema di satelliti, ad osservare e a raccogliere dati interessantissimi dalla superficie del globo terracqueo, necessari per la protezione dell’ambiente, la prevenzione di catastrofi naturali, e per questioni di sicurezza nazionale.

L’occasione di incontrare l’ingegnere putignanese è stata offerta da un interessante conferenza sull’osservazione terrestre dai satelliti, organizzata qualche giorno fa dall’Upte, (l’Università popolare della terza età) di Putignano, nella locale biblioteca comunale.
«Sono entrata nell’Agenzia spaziale italiana nel 2001 tramite concorso pubblico» racconta con orgoglio Laura Candela.
«Da tre anni - prosegue - sono diventata responsabile dell’unità di osservazione della terra, effettuata tramite una rete di quattro satelliti, che rientrano in un progetto di eccellenza denominato Cosmo Sky-Med: il più grande programma spaziale mai intrapreso dall’Italia ».

Laura Candela ha spiegato anche che l’Asi partecipa anche ai programmi di cooperazione internazionale dell’Agenzia spaziale europea con un altro importantissimo soggetto che opera nell’osservazione terrestre, la Commissione Europea, attraverso il programma Copernicus.
«I dati acquisiti da questi satelliti aiutano la protezione civile, il monitoraggio dell’ambiente, del mare, dell’atmosfera, offrono risposte alle emergenze, sicurezza nazionale, eccetera» prosegue l’ing. Candela, che nel corso della conferenza ha illustrato con una serie di slide il funzionamento dei satelliti a rilevazione ottica multi-spettrale o radar, mostrando le immagini di alcune delle più gravi catastrofi naturali del 2008, come il ciclone Nargis in Birmania, il terremoto in Cina e gli uragani Hannah e Ike su Haiti. Immagini poi utilizzate dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni umanitarie impegnate negli aiuti alla popolazione.
In Italia i satelliti dell’Asi hanno seguito per esempio l’evoluzione del terremoto dell’Aquila del 2009 e l’ultimo viaggio di 370 chilometri per spostare il relitto della «Costa Concordia» nel porto di destinazione finale per lo smantellamento a Genova.
Senza tralasciare l’impatto nelle politiche comunitarie sociali e di sicurezza. Il sistema Copernicus per esempio, garantirà la possibilità di gestire dati precisi e aggiornati, sugli spostamenti di profughi, sulle necessità di supporto logistico alle missioni militari, su eventuali minacce di carattere terroristico.

Abbiamo chiesto a Laura Candela che cosa vede quando i satelliti sono puntati sulla sua terra, la Puglia: «Quando guardiamo la Puglia dove sono nata, ci soffermiamo molto sulle coste, grande sviluppo costiero. Abbiamo un territorio fragile e con delle peculiarità, che subisce gli effetti dei fenomeni idrogeologici. Mi è capitato di supportare la protezione civile poco tempo fa per un evento alluvionale nella Puglia Meridionale. Tuttavia siamo messi bene. La bellezza della nostra terra si apprezza anche dallo spazio».
I satelliti peraltro, sorvegliano anche lo stato di salute dei terreni e della vegetazione del pianeta. L’ingegner Candela ha infatti anche accennato che persino il l’evoluzione della xylella fastidiosa è nel mirino delle sentinelle dello spazio, ma sul punto ha preferito mantenere il riserbo.

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