Cerca

Lunedì 20 Novembre 2017 | 16:35

Sentenza del tribunale

Bari, Crac Divania per derivati
Unicredit condannata a 7,6 mln

Accolta parzialmente l'istanza della curatela per 157 operazioni in derivati sottoscritte fra il 1998 e il 2005, La società fallì nel 2011

Unicredit vanta creditiper oltre 27 milioni

La quarta sezione civile del tribunale di Bari ha condannato la banca Unicredit spa al pagamento di 7,6 milioni di euro in favore della Curatela del Fallimento Divania, la società barese produttrice di divani dichiarata fallita nel 2011.

Il Tribunale, dichiarando la propria incompetenza territoriale con riferimento ad alcune richieste risarcitorie, si è pronunciata nel merito accogliendo parzialmente le domande della curatela per 157 operazioni in derivati sottoscritte fra il 1998 e il 2005. I giudici civili hanno dichiarato la nullità di quei contratti, condannando l’istituto di credito a restituire somme per circa otto milioni di euro. Per gli stessi contratti, oggi dichiarati nulli, Unicredit è stata condannata nel maggio scorso al pagamento di altri 12,6 milioni di euro corrispondenti alle presunte perdite dovute agli investimenti in derivati.

Sulla vicenda pende inoltre dinanzi al Tribunale penale l'udienza preliminare relativa alla richiesta di rinvio a giudizio dei vertici Unicredit, imputati per concorso in bancarotta fraudolenta della società Divania. In questo procedimento il pm della Procura di Bari Isabella Ginefra contesta a 16 persone, tra le quali gli ex amministratori delegati Federico Ghizzoni e Alessandro Profumo, oltre a manager e funzionari della banca, di aver distratto dai conti della società oltre 183 milioni di euro, ingannando l’imprenditore Saverio Parisi e inducendolo a sottoscrivere 203 contratti derivati che, in pochi anni, secondo l’accusa, avrebbero portato la società al dissesto e al successivo fallimento.

«UniCredit non condivide le conclusioni e le motivazioni della sentenza del Tribunale civile di Bari, sia nel merito che nella quantificazione della condanna». È quanto si legge in una nota di Unicredit con riferimento alla sentenza. Unicredit esprime tale posizione «tenuto conto, peraltro - è scritto ancora nella nota - che le somme addebitate da UniCredit per l’operatività in derivati hanno rappresentato delle semplici partite contabili mai pagate ed onorate da Divania, come tra l'altro espressamente riconosciuto dalla Ctu a firma della dott.ssa Romanazzi. UniCredit - conclude la nota - si riserva pertanto di proporre appello».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione