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Venerdì 24 Novembre 2017 | 04:56

Sara Macchia, 18 anni, di triggiano

«Io, liceale pugliese negli Usa
un'esperienza indimenticabile»

«Io, liceale triggianese negli Usa  una esperienza indimenticabile»

di VITO MIRIZZI

TRIGGIANO - Un anno di scuola superiore negli Stati Uniti. È l’esperienza vissuta da Sara Macchia, una studentessa, oggi diciottenne, che frequenta l’ultimo anno dello scientifico presso i licei «Cartesio», diretti dalla dott. Maria Morisco. La formula prevede lo studio all’estero del penultimo anno degli studi superiori, in base al programma «Wep» (World education program) che consente di vivere questa esperienza di interscambio socio-culturale per poi rientrare in patria ed acquisire il titolo di studio del paese di origine.

Durante lo scorso anno, a Seymour, nello stato dell’Indiana, la sua vita è cambiata molto. Sara ha incontrato ragazzi da tutto il mondo, stringendo amicizie con giovani polacchi, belgi, neo zelandesi e hawaiani, oltre che americani, ovviamente. «È stata un’esperienza che ha allargato i miei orizzonti - afferma - Per questo sono maturata molto e ho capito cosa mi appassioni di più nella vita: stare a contatto con persone e culture diverse. Adesso frequento il quinto anno ma, una volta diplomata, mi piacerebbe iscrivermi alla facoltà di economia e management per trovare un lavoro che mi permetta di tornare a viaggiare».

La meta del viaggio è ricaduta sugli States per via del differente sistema scolastico che la ragazza voleva provare. «All’interno di una normale High School - racconta Sara - gli studenti possono scegliere liberamente i loro corsi di studio e optare fra una vastissima gamma di materie. La scuola incentiva lo sport al pari dello studio: appena usciti di classe, intorno alle 15.30, i ragazzi si recano tutti i giorni nei campi sportivi all’interno del campus e si allenano».

Anche per quanto riguarda la cucina Sara è entrata in contatto con una cultura molto distante da quella a cui era abituata. «Gli americani - rivela la giovane liceale - non hanno un momento preciso in cui mangiare, anche perché non hanno l’abitudine di preparare il pasto per tutta la famiglia e sedersi insieme a tavola. La maggior parte delle volte prediligono un pasto veloce in un fast food, il “frozen food” o una pizza. Passare dalla nostra dieta mediterranea al cibo americano è stato molto difficile, ma ho trovato un compromesso, imparando a cucinare cibi semplici e salutari».

E il tempo libero? «I ragazzi americani - afferma ancora Sara - non hanno l’abitudine di incontrarsi nel centro delle loro città. Di solito si trovano durante il week end per guardare le partite di football, basket o baseball della loro scuola, per poi andare a mangiare insieme».

Quando le si chiede cosa consiglierebbe a chi, come lei, ha intenzione di partire per un viaggio del genere, Sara risponde: «Lo scorso anno ho avuto la fortuna di fare l’esperienza più bella della mia vita. Ho imparato a non arrendermi di fronte agli ostacoli, ad avere cura di me stessa ma, soprattutto, a progettare il mio futuro senza l’aiuto dei miei genitori. A chi volesse intraprendere questa esperienza, consiglierei di aprire la mente il più possibile per incontrare altre persone che renderanno l’esperienza unica per sempre».

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