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Lunedì 25 Settembre 2017 | 04:45

Stato di emergenza in basilicata

E a Potenza continuano i disagi
famiglie con le caldaie bloccate

E a Potenza continuano i disagi famiglie con le caldaie bloccate

POTENZA - Per molte famiglie di Potenza e provincia l’emergenza maltempo dalla quale stiamo lentamente uscendo ha significato soprattutto emergenza acqua. E ogni giorno si scoprono nuovi danni apportati dal gelo alle tubature e ai contatori dell’acqua. Eclatante il caso delle contrade servite dall’impianto di sollevamento di Montocchio nei giorni scorsi. Ma, ancora ieri, alcune abitazioni del centro storico sono rimaste senz’acqua e, di conseguenza, senza riscaldamento, per le tubazioni congelate o scoppiate. Numerosi i cittadini che hanno denunciato il disagio alla Gazzetta.

Insomma, dal centro storico, ai nuovi rioni (vedasi il caso del condominio di via Mar Egeo che trattiamo a parte), è un identico grido di dolore per i problemi legati al rifornimento idrico. Del resto le cifre che ha diffuso nella giornata di mercoledì Acquedotto lucano sui guasti dovuti al gelo sono da brividi: si parla di oltre 9500 contatori danneggiati dal gelo. Sui problemi delle contrade di Potenza è intervenuto anche il consigliere comunale del Pd Nicola Lovallo che denuncia: «È triste dover constatare oggi, a emergenza conclamata, che non ci si sia mossi per tempo, per almeno fronteggiare, le difficoltà preventivate e preventivabili, nel migliore dei modi». Lovallo ricorda che «in alcune zone manca la fornitura idrica da una settimana e si tampona tale criticità attraverso il ricorso ad autobotti e serbatoi temporanei. Difficoltà che fanno sentire i propri effetti negativi anche nel mondo dell’agricoltura e per gli allevatori».

Il consiglere comunale Giampaolo Carretta (Pd), dal canto suo denuncia «una non puntuale attuazione del Piano neve, tanto che i marciapiedi e le zone adiacenti alla città sono ancora, per la maggior parte, ricoperti da neve o ghiaccio, rendendo pericoloso il transito pedonale. Nella maggior parte delle aree rurali non si sono pulite le arterie di collegamento e sono parzialmente isolate. È evidente che è stato un errore strategico eliminare la figura del direttore generale dell’azienda pubblica, affidandone l’intera gestione a un Consiglio di Amministrazione che sta dimostrando, in ogni occasione, i suoi evidenti limiti».g.l

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