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Tutto in beneficenza

Calendario nelle location baresi
Sexy e ironiche: sono le mamme 2.0

Calendario nelle location baresi Sexy e ironiche: sono le mamme 2.0

di Orietta Limitone

BARI - Si può essere mamme, mogli, compagne, professioniste, disoccupate senza rinunciare ad essere prima di tutto donne. Nasce a Bari «Belle mamme di Belli di mamma», un calendario che celebra l’immagine della femminilità 2.0 e propone scatti che attraverso l’ironia e la capacità di chi ha messo a disposizione tempo e risorse assolve anche ad una funzione benefica. Il ricavato delle vendite, infatti, sarà devoluto al San Raffaele di Roma per la cura del Parkinson giovanile, perché la maternità a volte fa i conti anche con la malattia. L’idea prende corpo sui social, occasione di aggregazione reale questa volta, e dal gruppo facebook che dà il nome ai dodici scatti parte la goliardica sfida a misurarsi con un’attività che solitamente si associa ad una fortunata élite di corpi statuari ed operatori di grido.

Marcella Bruno, architetto, ed Ela Francone, fotografa, ne sono state le anime ma il gruppo di lavoro ha compreso circa ottanta donne che si sono spese per il progetto, occasione di condivisione e svago per molte mamme a tempo pieno ed opportunità per tutte di sperimentare la capacità di mettersi in gioco. Nessun costo per un’iniziativa che ha puntato a mettere a frutto risorse e competenze del gruppo, degli amici, dei compagni e dei mariti che pur temendo «nude» sorprese hanno sostenuto l’intenso lavoro di due settimane di dicembre, una dedicata alla programmazione ed una allo shooting. «Siamo state fortunate – confidano Ela e Marcella-. La tipografia ha perfino anticipato la spesa della prima stampa, cento copie. Ora siamo alla seconda, su prenotazione. Nessun casting per la scelta delle modelle, ma soltanto un invito sul gruppo facebook a chi volesse partecipare. Tante di noi non lavorano e, oltre all’intento di creare una sinergia positiva, volevamo spezzare la quotidianità di tutte con una boccata di aria fresca».

I set per gli shooting, realizzati da Ela, sono stati messi a disposizione da conoscenti. Un supermercato, la palestra dell’Hotel Majesty, Villa De Grecis accolgono gruppi di mamme che interpretano una scena, un tema, una provocazione. Diversi anche gli esterni, che privilegiano Barivecchia, e perfino un’ambientazione estiva, al mare, per la quale le modelle si sono scoperte sfidando il freddo dell’inverno. La foto di maggio, un San Nicola al quale venditrici ambulanti propinano orecchiette e taralli, è quella che ricorda l’aneddoto tra i più divertenti, con due anziane signore del borgo antico a contendersi il team di donne alla ricerca del set appropriato. Gennaio, davanti al noto «Marnarid» di Piazza dell’Odegitria, è invece l’occasione per gli avventori della bottega di incuriosirsi ed ammirare qualche giovane «Befana» in posa con grossi lecca lecca infilati nelle autoreggenti.

Mamma è sexy, anche. «Durante le settimane di lavoro non abbiamo mai smesso di chiederci cosa ne avrebbe pensato la gente… Ci abbiamo messo la faccia – continuano Francone e Bruno-. Ma l’abbiamo presa con ironia, senza coltivare aspettative, con l’unico obiettivo di aiutarci a vicenda ritagliando un tempo da dedicare a noi, al trucco, agli abiti, al divertimento». Essere madri, infatti, non esclude l’ambizione alla leggerezza ed alla cura di sé soprattutto per affrontare meglio quei momenti in cui si sente tutto il peso delle responsabilità e dei limiti. Sfatando il luogo comune secondo il quale le donne non riescono a fare gruppo, questa iniziativa le unisce e le rende più forti, anche contro il sospetto che badare a sé, soprattutto se si hanno piccoli da accudire, sia indice di superficialità. «“Belle mamme di Belli di mamma» propone tante sfaccettature dell’universo femminile, ognuna incarnata in un’immagine diversa ma tutte ugualmente presenti nell’animo delle donne, di tutti i tempi ed di ogni luogo. L’idea di bellezza che ne risulta ha poco a che fare con presunti canoni estetici, con il ricorso a photoshop che nega l’imperfezione, ma si lega alla personalità e alla complessità di ognuna che, sfidando pregiudizi e stereotipi, vuole semplicemente esistere così com’è.

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