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Lunedì 20 Novembre 2017 | 08:46

Intervista alla Gazzetta

Ilva, Galletti: dalle cordate
consegnati ottimi piani

Ora altri 15 giorni per le offerte vincolanti adeguate al decreto

Ilva, Galletti: dalle cordate  consegnati ottimi piani

Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti

di Domenico Palmiotti

TARANTO - «Abbiamo ricevuto ottime offerte da entrambe le cordate». Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, sintetizza così, in un’intervista alla «Gazzetta», lo stato della trattativa per la cessione dell’Ilva a nuovi privati. Ieri pomeriggio il direttore generale del ministero competente per le Valutazioni di impatto ambientale, Giuseppe Lo Presti, ha consegnato ai commissari Ilva, Gnudi, Carrubba e Laghi, il decreto del ministro che riporta il verdetto dei tre esperti che hanno studiato, in questi mesi, i piani ambientali presentati dalle due cordate in gara: Arcelor Mittal e Marcegaglia da un lato e dall’altro Arvedi con Cassa Depositi e Prestiti, Delfin di Leonardo Del Vecchio e l’indiana Jindal. Ora i commissari invieranno il decreto alle società, le quali, entro 15 giorni, dovranno adeguare le proposte e presentare l’offerta definitiva vincolante. «Le due cordate - dice il ministro - hanno presentato piani importanti. Noi abbiamo svolto il compito che ci affidava la legge, ovvero apportato modifiche e integrazioni affinchè sia assicurata pienamente la compatibilità ambientale. Quelle del ministero sono prescrizioni che hanno un obiettivo molto chiaro: fare in modo che al raggiungimento del piano industriale, ci sia anche una qualità ambientale».

Ministro, quale dei due piani avete «corretto» di più?

«Abbiamo indicato cambiamenti ad entrambe le cordate. Non c’è un più o un meno, ma il fatto che sono tutti e due dei piani buoni».

E che produzione propongono Arcelor Mittal con Marcegaglia e Arvedi con gli altri partner?

«Ci sono vari livelli di produzione e a ciascun livello, è correlato uno standard ambientale. Mi spiego: più si aumenta il livello produttivo dello stabilimento di Taranto, più devono aumentare le garanzie e le protezioni ambientali».

Chi fra le due cordate, ministro, apre all’uso del gas in alternativa al carbon coke? Arvedi, per esempio, si era dichiarato favorevole a questa riconversione...

«Non mi pare opportuno dirlo in questa fase considerato che è aperta una procedura di vendita dell’Ilva. Dico invece, da ministro dell’Ambiente, che non mi interessa tanto il tipo di alimentazione degli impianti quanto che le emissioni siano compatibili. Sono tre anni che stiamo lavorando su questo punto e oggi la situazione di Taranto, la qualità dell’aria intendo, è molto migliorata».

E la copertura del parco minerali si farà, ministro?

«La copertura del parco minerali è già legge e non posso certo io cambiare una legge. La copertura sarà fatta in relazione alle necessità industriali, produttive e ambientali. Nel senso che sarà in funzione di queste con una correlazione tra i diversi aspetti. Ma la copertura certo resta. Nell’insieme, siamo davanti ad un salto di qualità. Abbiamo dato la priorità agli aspetti ambientali e poi alla parte industriale ed economica, ma anche sottolineato più volte che il rispetto degli standard ambientali è condizione imprescindibile».

In definitiva è ottimista?

«Penso che sul nodo ambientale di Taranto si stia facendo un grosso sforzo tra cessione dell’Ilva, Contratto istituzionale di sviluppo con 860 milioni di risorse e bonifiche: siamo intervenuti per il disinquinamento della ex discarica Cemerad, conto che si chiuda la questione entro l’anno, e stiamo andando avanti anche per la bonifica del Mar Piccolo. Poi con l’ultimo decreto legge abbiamo stanziato altri 100 milioni, di cui 70 per la sanità, e recuperato oltre un miliardo dai Riva per destinarlo al risanamento. E’ un cambio di passo rispetto a prima. E penso che se tutti remassimo nella stessa direzione, potremmo cogliere risultati ancora migliori di quelli avuti sino ad oggi».

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