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Sabato 25 Novembre 2017 | 12:33

amministrazione

A Bari è ancora un miraggio
la carta d'identità elettronica

carta identità elettronica

di NINNI PERCHIAZZI

BARI - «Altro che "Italia 4.0". A Bari, per attivare la Carta di identità elettronica tanto annunciata dall'assessore Angelo Tomasicchio occorre aspettare proprio una delibera di Giunta pronta già dal 19 di ottobre, ma ancora chiusa nei cassetti dell'amministrazione». La denuncia polemica arriva dalla consigliera comunale Irma Melini (gruppo misto), a far seguito ai rilievi effettuati nelle scorse settimane dalle opposizioni a Palazzo di Città (dal consigliere Fabio Romito, misto).
«È quanto emerge dalla mia ultima interrogazione del 2016, precisa e circostanziata al pari della risposta del Direttore di Ripartizione Francesco Ficarella, che chiarisce di aver prodotto come Ufficio tutti gli adempimenti necessari e obbligatori. In pratica, ad oggi, manca solo la delibera finale della Giunta Decaro», attacca la consigliera eletta in Forza Italia.
«La data di inizio attività come si legge nella circolare ministeriale doveva essere quella del 5 settembre», ricorda la Melini. In effetti l'autunno avrebbe dovuto essere un periodo di sperimentazione, in cui la nuova carta d'identità elettronica contenente i dati biometrici, che arriva direttamente a casa per posta, avrebbe dovuto affiancare il formato cartaceo. Bari era infatti stata individuata dal ministero quale città pilota, in vista del traguardo fissato al 2017. I baresi quindi avrebbero dovuto poter usufruire della carta d'identità digitale, previa prenotazione sul sito del Comune.

Nelle prossime settimane quindi, andrà quindi in pensione il formato cartaceo: il documento di riconoscimento sarà solo formato card ed arriverà a casa in seguito alla richiesta effettuata all'ufficio anagrafe, dove vengono registrati i dati anagrafici e biometrici, trasmessi poi al ministero dell'Interno (per l'emissione). Infine la stampa della carta d'identità e l'invio a domicilio in linea di massima entro sei giorni lavorativi dalla richiesta. Invece, non è partito nulla. «Il ritardo, però, ha generato solo confusione nei cittadini, che poi non hanno trovato il servizio annunciato - dice la Melini -. Fra le cause dei ritardi vi sono anche la sostituzione delle attrezzature per il rilascio della Carta elettronica, l'attivazione del pagamento con pago bancomat o carte di credito e il più volte segnalato problema della linea di trasmissione dati per cui si doveva interessare la ripartizione».
L'assessore Tomasicchio si è difeso spiegando che i motivi dei ritardi sono dovuti ai lavori per «sistemare i quadri elettrici delle dieci delegazioni cittadine (più l’ufficio centrale di via Fraccacreta) per i collegamenti «pos» necessari per i pagamenti col bancomat.

«Alla fine, anche acclarato il concorso di responsabilità sui ritardi - incalza la consigliera - resta che inspiegabilmente l'assessore competente non ha portato in Giunta la delibera per l'approvazione, necessaria anche perché determina i nuovi importi dei diritti che i cittadini devono corrispondere in cambio della Carta di identità elettronica».
Ci sarà un aumento: il costo dell'operazione e quindi della carta d’identità elettronica sarà di 22,21 euro (16,79 per diritti ministeriali e spese di produzione del documento, 5,42 diritti comunali e di segreteria). In caso di smarrimento il costo sale a 27,37 euro poiché i diritti comunali raddoppiano. È allo studio una misura per i meno abbienti, ai quali verrebbe richiesto solo l’importo dei diritti ministeriali (16,79 euro).

Non si placa però la polemica. «La legge che introduce questo servizio di innovazione a facilitazione della vita dei cittadini è risalente al 2015 - sostiene Melini -. Nel frattempo Tomasicchio e Decaro hanno solo annunciato l'attivazione del servizio, ringraziato il Governo centrale per aver scelto Bari come sperimentazione, oltre che aver utilizzato lo spot "Italia 4.0" alla ultima Fiera del Levante in occasione della venuta del leader Renzi». Quanto ancora dovranno aspettare i baresi per un servizio per cui i contribuenti hanno già investito diversi milioni di euro? Inutile ricordare che il 7 novembre scorso era proprio il Ministero che scriveva al Comune di Bari per conoscere quali motivi ostano ancora la attivazione della carta d'identità elettronica»

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