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Lunedì 20 Novembre 2017 | 14:23

povertà a triggiano

«Di notte l'ospedale
diventa un dormitorio»

rifugio poveri a triggiano

di VITO MIRIZZI

TRIGGIANO - Con il calar della notte l’ospedale «Fallacara» si trasforma in un grande dormitorio per senzatetto, ubriachi e barboni. A denunciarlo è la segreteria generale del sindacato Usppi, guidato da Nicola Brescia, con una lettera inviata al direttore generale della Asl Bari, Vito Montanaro. «Giungono alla scrivente organizzazione sindacale - scrive nella nota l’Usspi Puglia - numerose segnalazioni da parte degli operatori sanitari e medici in servizio presso il presidio ospedaliero “Fallacara” di Triggiano, in merito alla presenza, soprattutto nelle ore notturne, di senzatetto, ubriachi e barboni, in modo particolare nei locali adiacenti il laboratorio analisi e il Cup, oramai centro di gioco, bivacco e dimora».
Il sindacato punta l’indice anche sulla sicurezza degli operatori. «Questa situazione, oramai intollerabile - scrive ancora l’Usspi - lede la sicurezza degli operatori che, spesso, soprattutto nel turno notturno, devono percorrere alcuni locali per raggiungere le diverse unità operative, in uno stato di ansia e di paura. Tale situazione, inoltre, è aggravata anche dall’assenza della vigilanza».

Una denuncia alla quale il direttore generale, Vito Montanaro, proprio nella giornata di ieri, ha fornito riscontro. «Si precisa - scrive il dg - che la questione evidenziata dalla medesima organizzazione sindacale è nota sia alla direzione medica del Fallacara sia alla scrivente direzione generale. Di fatto, nell’anno 2015, la direzione strategica, in una visione riorganizzativa del servizio di vigilanza armata della Asl di Bari, in termini di efficacia, efficienza ed economicità, ha previsto la sospensione del servizio di vigilanza h24 nella portineria a nord della struttura del Fallacara, potenziando e coordinando, attraverso la dirigenza medica della medesima struttura, nel contempo, una reciprocità di interventi con carabinieri, polizia locale e supporto dei servizi sociali comunali».

L’area maggiormente «scoperta», dunque, sarebbe quella a nord, ovvero il nuovo padiglione realizzato di fronte alla struttura originaria del nosocomio. La riduzione della sorveglianza sarebbe stata compensata, secondo la Asl, da un’interazione con i servizi di vigilanza e sociali territoriali. «A titolo esemplificativo - continua la nota della direzione generale - si prenda la recente risposta del comandante della polizia locale del comune di Triggiano, con la quale lo stesso responsabile attesta che i vigili urbani hanno effettuato diversi controlli all’interno della struttura del Fallacara, al fine di non consentire la presenza di soggetti non titolati che possono utilizzare i medesimi spazi per bivaccare o dimorare. Aggiunge, sempre il comandante, che sono stati effettuati anche controlli mirati su indicazione del dirigente medico di presidio con opportune segnalazioni ai competenti servizi sociali. Interventi, questi, rientranti comunque nella fascia oraria 8.00/21.00».

Ma è proprio dopo le 21 che il nosocomio si «popola» di soggetti che cercano riparo anche dalle intemperie, nei locali caldi del «Fallacara». La «Gazzetta» ha effettuato un giro nell’ospedale. In effetti, tutti gli operatori, a vario titolo, confermano la presenza di questi soggetti durante le ore notturne. Il punto «debole», da cui pare avvenga l’ingresso, è certamente la nuova ala dell’ospedale. Qui, nei sotterranei, dove è allocato il laboratorio analisi e il centro di prenotazione dedicato, negli anfratti dietro l’ascensore, nella tromba delle scale, nel lungo corridoio che costeggia i laboratori e nella sala d’attesa, diversi senzatetto trovano rifugio. Alle prime ore del mattino, intorno alle 5, gli addetti alle pulizie puntualmente li ritrovano nei loro mezzi di fortuna mentre ancora dormono.
Ma la Asl promette maggiore sorveglianza, anche da remoto. «Ciò nonostante - conclude Montanaro - il potenziamento dei controlli, soprattutto nelle ore notturne, sarà valutata con le aree e macrostrutture competenti, potendo altresì immaginare controlli anche a distanza con apposita videosorveglianza».

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