Cerca

Domenica 19 Novembre 2017 | 22:49

rifiuti

Inceneritore a Taranto
sono giorni di attesa

inceneritore a Taranto

TARANTO - Inceneritore dei rifiuti, l’Amiu resta in posizione di attesa. Secondo fondate indiscrezioni, infatti, l’azienda d’igiene urbana del Comune di Taranto attenderà ancora entro la fine di gennaio. O poco più. Se dunque nelle prossime settimane non dovessero pervenire delle proposte da alcune delle tre aziende interessate alla ristrutturazione dell’impianto, a quel punto bisognerà decidere cosa fare per rimettere in funzione l’inceneritore e soprattutto con quali risorse finanziarie. E tutto questo a pochi giorni (28 dicembre scorso) della bocciatura da parte del Consiglio comunale su proposta della consigliera Lina Ambrogi Melle che chiedeva di non far ripartire più l’impianto stesso. Nello scorso novembre, del resto, si erano conclusi i colloqui tra i vertici dell’azienda d’igiene del Comune di Taranto e le tre aziende interessate alla gestione dell’impianto. Che sarebbero pronte a seguire il meccanismo del project financing ovvero del progetto di finanza che, in particolare, prevede la realizzazione dei lavori a carico dei privati concedendo loro lo sfruttamento degli utili derivanti dalla gestione stessa dell’impianto.

Naturalmente, l’impresa potrà essere selezionata solo dopo un bando pubblico. A diciotto mesi dalla chiusura dell’impianto per lo smaltimento dei rifiuti urbani ed ad undici mesi dalla fallimentare conclusione del bando di gara per la sua ristrutturazione, si è dunque registrato qualche segnale. E, come già anticipato dalla «Gazzetta», tre società, un mese e mezzo fa, hanno chiesto ed ottenuto all’Amiu un incontro per ipotizzare un modello di gestione.
Si tratta di aziende specializzate nel settore che, distinte tra loro, sembrerebbero davvero interessate a riqualificare quest’impianto. Da quel che si apprende, di queste, una è di Massafra, un’altra di Padova ed una proposta, invece, sarebbe stata formulata da uno studio tecnico di Modena, probabilmente in rappresentanza di una società che opera nel settore degli impianti d’incenerimento dei rifiuti.
A questo punto l’Amiu attenderà ancora che le società che per ora si sono fatte avanti ma senza formalizzare alcuna proposta di gestione, definiscano un progetto. Da questo, eventualmente, l’azienda d’igiene del Comune di Taranto potrebbe partire per indire poi il bando di gara che disciplinerebbe gli oneri che si dovrebbe accollare la società ed i proventi economici (gli utili) che, invece, dovrebbero finire annualmente nelle casse dell’operatore privato. Bisognerà, inoltre, verificare se l’azienda presieduta da Carmine Pisano dovrà chiedere, di fatto, al Consiglio comunale di pronunciarsi nuovamente sul capitolo-inceneritore. L’assise cittadina, infatti, aveva già dato il via libera alla gestione dell’impianto da parte di privati ma il progetto di finanza porterebbe con sé delle differenze. E, quindi, magari anche solo per motivi formali, potrebbe essere necessario tornare nell’aula consiliare di Palazzo di Città.
Dal canto suo, il sindaco Ezio Stefàno vorrebbe lasciare al suo successore non certo un impianto nuovamente funzionante (tempi alla mano è impossibile) ma quantomeno con il cartello «lavori in corso».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione