Sabato 23 Giugno 2018 | 11:45

Denuncia della madre

Ragazzo down aggredito
in centro diurno a Bari
«Indagine disciplinare»

Mamma di ragazzo down denuncia un'aggressione «Lo hanno fatto cadere»

BARI - Un ragazzo affetto da sindrome di Down sarebbe stato aggredito da un operatore di un centro diurno socio-educativo-riabilitativo (non è una struttura comunale, ha precisato Palazzo di città) che frequentava fino a pochi giorni fa a Bari. Lo ha denunciato la madre alla polizia. Stando al racconto della donna, il 29 dicembre scorso i familiari sarebbero stati invitati ad andare a prendere il ragazzo disabile dal centro per le contusioni riportate sotto ad un occhio a seguito di un urto contro un tavolo. La donna ritiene però che la contusione sia stata provocata dal gesto di un educatore che avrebbe allontanato la sedia al figlio, facendolo cadere al suolo. Una caduta durante la quale il ragazzo avrebbe battuto lo zigomo destro contro un tavolo, sotto il quale si è poi rifugiato. L’educatore avrebbe poi strattonato il disabile per convincerlo ad uscire e poi gli si sarebbe messo addosso a cavalcioni. Sulla vicenda la polizia avrebbe avviato indagini ed acquisito le immagini di videosorveglianza della struttura. Dopo l'accaduto il giovane disabile non frequenta più il centro.

GIA' PARTITE LE CONTESTAZIONI - «Ieri mattina sono partite le contestazioni di addebito nei confronti del dipendente coinvolto nella vicenda e una richiesta di chiarimento a tutte le persone presenti perché, se dovesse emergere, come appare dalle videoriprese, una condotta errata da parte dell’educatore, ovviamente si adotterà il massimo del provvedimento disciplinare. Poi l’indagine della Procura, sotto il profilo penale, farà il suo corso». Lo spiega il legale del centro socio-educativo di Bari, Antonio La Scala, intervenendo sulla vicenda del giovane affetto da sindrome di Down che sarebbe stato maltrattato da un operatore il 29 dicembre scorso.

Secondo quanto ha riferito il legale, il giovane, seduto vicino ad una scrivania, stava infastidendo una ragazza disabile. Per farlo alzare e per allontanarlo sembra che un educatore gli abbia sfilato la sedia su cui era seduto facendogli sbattere uno zigomo sul tavolo. Pare anche che il disabile abbia continuato a dare fastidio alla ragazzina e che l'educatore lo abbia afferrato dalle spalle e, per bloccarlo a terra, si sia messo addosso a cavalcioni. Scene che sarebbero state riprese dalle telecamere di sorveglianza che oggi la polizia ha sequestrato. «Con la Questura - spiega la responsabile del centro, Lucia Suglia - stiamo cercando di capire cosa sia successo. C'è questa indagine in corso ed è una cosa che ci lascia allibiti perché, francamente, non è mai successo nulla in tanti anni. Questo è stato il primo episodio, tutto da chiarire». La struttura è frequentata da 28 giovani, con varie disabilità.

«Al centro - conclude la responsabile - abbiamo le telecamere per un maggiore controllo ai ragazzi; in quanto imprevedibili». Immagini che si sarebbero cancellate dopo tre giorni e che l'avv.La Scala - a quanto viene riferito - ha subito consigliato di salvare. «Posso dire che è il primo caso in Italia dove la struttura, nell’immediatezza, mostra ai familiari di un disabile, vittima presunta di un’aggressione, la videoregistrazione interna che il giorno dopo si sarebbe cancellata», precisa il professionista. 

IL COMUNE: NON E' STRUTTURA NOSTRA - «Quanto riportato oggi da alcune testate giornalistiche è un episodio che, se confermato dagli inquirenti, sarebbe gravissimo. I centri diurni riabilitativi, ubicati su tutto il territorio regionale, sono strutture ideate per accogliere al meglio le persone disabili e gli anziani over 65, e supportare così le famiglie nell’impegno di cura. Confidiamo dunque nella massima celerità delle indagini per conoscere la verità dei fatti e individuare i responsabili». Lo afferma in una nota l’assessore al Welfare del Comune di Bari, Francesca Bottalico.

«È bene però chiarire - aggiunge - che non si tratta di un appalto di servizi del Comune di Bari, e che tutti i centri privati in possesso dei requisiti previsti dal regolamento regionale, indipendentemente dalla loro ubicazione nei Comuni pugliesi, si accreditano direttamente sulla piattaforma informatica regionale (Catalogo dell’offerta)». «I cittadini - aggiunge - possono accedere ai centri diurni riabilitativi facendo richiesta dei buoni di servizio erogati dalla Regione, una sorta di voucher riconosciuti all’utente ad integrazione del costo del servizio stabilito in base al reddito ISEE. Va inoltre sottolineato che è l’utente a scegliere la struttura di proprio gradimento tra quelle iscritte nel Catalogo dell’offerta regionale». «Da ieri, in ogni caso - aggiunge - sono in contatto con la famiglia del ragazzo coinvolto in questa vicenda a cui ho garantito la piena disponibilità dell’amministrazione comunale, d’intesa con il Comune di Modugno che ha accompagnato fino ad ora il nucleo familiare».

«Ho anche sentito l’assessore regionale al Welfare come pure il mio omologo di Modugno - conclude - ed è nostra intenzione seguire con la massima attenzione l’andamento delle indagini, sull'attività del centro ubicato nel territorio del Comune di Bari, affinché si possano adottare tutte le misure necessarie a tutela degli utenti, fino alla eventuale revoca dell’accreditamento da parte della Regione».

LA REGIONE: FATTO DI GRAVITA' INAUDITA - «Se la notizia dell’aggressione ad un ragazzo down da parte di un operatore di un centro diurno dovesse risultare vera, sarebbe di una gravità inaudita e, come Governo regionale, non esiteremmo a prendere gli adeguati provvedimenti». Lo ha affermato l’assessore regionale pugliese al Welfare, Salvatore Negro, commentando la notizia apparsa oggi su alcuni giornali secondo i quali un ragazzo down sarebbe stato aggredito da un operatore in un centro diurno socio-educativo-riabilitativo.
«Notizie come queste ci lasciano senza parole - aggiunge - anche se preferiamo attendere l’esito delle indagini avviate dagli organi competenti prima di esprimere affrettati giudizi. Siamo certi che gli inquirenti sapranno fare chiarezza su quanto avvenuto nel centro diurno di Bari e se saranno accertate eventuali responsabilità non esiteremmo a trarre le dovute conseguenze». «Non sarà certo un episodio singolo ed isolato - conclude - a vanificare l’impegno profuso dalla Regione Puglia e dai Comuni pugliesi per assicurare i servizi necessari a tutti i disabili, compresa la gestione dei centri diurni dove svolgere adeguate e formative relazioni sociali».

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