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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 14:05

tragedia a conversano

Prende fuoco la cameretta
ragazzina muore soffocata

ospedale di monopoli

CONVERSANO (BARI) - Una ragazzina di 11 anni, di nazionalità bulgara, è morta a Conversano pare per le esalazioni di monossido di carbonio sprigionate dall’incendio della sua cameretta. La ragazzina è morta poco dopo il ricovero in ospedale a Monopoli (Bari). Le fiamme pare siano partite da un televisore. La ragazzina, soccorsa dal padre impiegato in un’azienda agricola, viveva in una abitazione all’interno del castello Marchione di Conversano.

La ragazzina era nata a Castellana Grotte (Bari) ed era figlia di genitori bulgari; avrebbe compiuto 12 anni il prossimo 6 gennaio. Secondo i primi accertamenti, la ragazzina si sarebbe addormentata ieri sera lasciando il televisore acceso tutta la notte e l'elettrodomestico si sarebbe surriscaldato, causando un principio di incendio al mobile porta tv. La ragazzina è stata trasportata d’urgenza con un’ambulanza del 118 all’ospedale di Monopoli, dove però è morta poco dopo il ricovero.

A causa delle esalazioni sono rimasti intossicati in modo lieve dal fumo anche la mamma e i due fratelli più grandi della ragazzina. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Putignano. Indagano i carabinieri.

La famiglia viene descritta in paese come 'una brava famiglia di lavoratorì. A trasportare la ragazzina in ospedale, in gravissime condizioni ma ancora in vita è stato uno dei due fratelli, che ha 27 anni. I medici hanno appurato subito la sofferenza respiratoria della bimba attraverso l'emogasanalisi, che avrebbe indicato l’intossicazione da monossido.

Sono ancora in corso approfondimenti investigativi da parte dei carabinieri e di un perito nominato dal sostituto procuratore di turno, Marco D’Agostino. A dare l’allarme è stata la mamma della bimba. Si è alzata ed è andata nella camera della figlia invasa dal fumo, chiedendo subito aiuto ai due figli adulti, uno laureato in informatica e l’altro studente universitario. Ma il ricovero in ospedale si è rivelato inutile.

Il padre della ragazzina sta rientrando dalla Bulgaria, dove era andato a trovare i suoi genitori. L’uomo e la moglie, di origini bulgare, sono in Italia da 30 anni; lui lavora alle dipendenze dell’azienda agricola che ha sede nel castello Marchione. Qui i datori di lavoro gli avevano dato l’alloggio, dove è avvenuto l’incidente, in comodato gratuito.

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