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emergenza

Trani, ladri scatenati
dopo le scuole colpite le chiese

cattedrale di Trani

di NICO AURORA

TRANI - Ladri scatenati in città contro i luoghi più sensibili della comunità: e così dopo le scuole adesso è la volta delle chiese.
Su una serie di furti avvenuti tra lunedì 19 e giovedì 22 dicembre in varie chiese di Trani, fra cui la Basilica cattedrale indagano i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale.
E proprio dalla cattedrale è è stato asportato un calice, risalente al ‘700, utilizzato per i matrimoni e probabilmente lasciato nella disponibilità dei ladri per mera distrazione. Tra gli altri furti, un ostensorio con angeli nella chiesa di San Giovanni ed una conchiglia con ampolline, utilizzate per il battesimo, nella chiesa della Madonna del Pozzo.
Proprio il parroco di quest’ultima, nonché vicario episcopale della diocesi, Don Mimmo De Toma, ha fatto sapere che i furti sono avvenuti tutti in rapida successione e si sono fermati progressivamente nel momento in cui i sacerdoti si erano passati la voce circa la sempre più probabile esistenza di una banda dedita ad azioni su commissione. In alcuni casi, peraltro, il valore degli oggetti sottratti è risultato nettamente inferiore rispetto a quanto supposto dai malviventi, che hanno scambiato banali metalli per argenti, ma il calice della cattedrale il suo valore ce l’ha tutto e rappresenta il bottino più importante messo a segno dai malviventi.

Da lì a poco, la diocesi ha fatto circolare una nota in cui richiama parroci, rettori e comunità a prestare maggiore cura ed attenzione alla custodia degli oggetti sacri. Il precedente più recente, in città, aveva riguardato una cappella privata, in agro di Trani, da cui alcune settimane fa era stata sottratta una statua della Madonna.
I furti nelle chiese si accostano a quelli realizzati in serie nelle scuole negli ultimi mesi e rappresentano la nuova frontiera di una microcriminalità che non si fa più scrupoli neanche di fronte alla casa di Dio ed ai luoghi in cui si formano i bambini e, dunque, le nuove generazioni. Entrambi non andrebbero minimamente toccati, ma così non è. E proprio questo decadimento morale e culturale era stato sottolineato dall’arcivescovo, monsignor Giovan Battista Pichierri, nel suo messaggio di Natale alla comunità diocesana, in cui auspicava l’uscita dalle tenebre, e quindi dalla barbarie, per abbracciare tutti il dono della misericordia.

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