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Martedì 17 Ottobre 2017 | 11:43

La sparatoria al S. Elia

Far west a Brindisi: 3 arresti
per una «lite tra fidanzati»

Brindisi, presi i responsbailidel Far west: motivi passionali

Tre arresti sono stati eseguiti stamattina dai carabinieri di Brindisi al termine di un’indagine sulla gambizzazione di due persone compiuta il 30 maggio scorso al rione Sant'Elia di Brindisi. I militari dell’Arma ritengono di aver identificato l’esecutore materiale e due suoi complici, oltre ad aver individuato il movente di natura passionale.  L'agguato avvenne per strada in uno stile da Far west: le persone che rimasero ferite sono Cosimo Iurlaro, 45 anni, e Giuseppe Caputo, 58, contro cui furono sparati quattro colpi di pistola.

Stamattina è stata quindi eseguita un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Brindisi per lesioni personali e ricettazione: in manette sono finiti l'albanese 30 enne,  Burim TATANI, detto “Kledy/Klayde”, e i fratelli Salvatore Mario e Gianluca Volpe, entrambi brindisini di 21 e 19 anni,

Le indagini hanno consentito di accertare che il movente della sparatoria era da ricercare nel litigio tra la figlia di una delle vittime (Caputo) e il suo fidanzato. La mattina del 30 maggio, Iurlaro e Caputo si sarebbero diretti a casa di una persona chiedendo la mediazione per il chiarimento. I tre hanno raggiunto un cortile in via Cellini, ma pochi minuti dopo sono partiti gli spari. Da quanto è stato ricostruito, Caputo - durante l'incontro - avrebbe inserito la mano nel suo marsupio facendo presagire che volesse regolare i conti con un'arma (in realtà aveva un coltello, non una pistola). Quindi il killer, ritenuto dagli investigatori l'albanese, ha aperto il fuoco prima contro Caputo poi contro Iurlaro che nel frattempo è corso all'esterno rimanendo per diverso tempo all'esterno prima che qualcuno lo soccorresse: nel frattempo sono passate auto e alcune persone.

Il ferimento è stato ripreso da una telecamere di sorveglianza collocata da un privato al terzo piano della stabile: il video ha consentito agli investigatori di ottenere informazioni prezioso, cui si sono aggiunte quelle provenienti dai colloqui intercettati in una stanza di ospedale. Dei due feriti, era stato Iurlaro ad essere stato ferito più gravemente nel corso dell’agguato a colpi di pistola nel rione Sant'Elia di Brindisi, in via Benvenuto Cellini. L’uomo, colpito da due proiettili (uno per gamba), aveva perso molto sangue e le sue condizioni sembravano critiche quando è stato trasportato in pronto soccorso, ma i sanitari del nosocomio brindisino erano riusciti a bloccare l'emorragia, scongiurando gravi conseguenze.

L’esatta dinamica, infatti, è stata ricostruita esattamente – tanto da poter riscontrare i capi di imputazione di cui alla ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari, Maurizio Saso  su richiesta del sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro.

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