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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 06:47

Il processo per mafia e droga a Bari

Domino, 10 anni a Savinuccio
Altre 8 condanne, 17 assolti

Savinuccio Parisi

foto Luca Turi

Il Tribunale di Bari ha condannato il boss Savino Parisi, capo dell’omonimo clan del quartiere Japigia di Bari, alla pena di 10 anni di reclusione per associazione mafiosa e traffico di droga. La condanna, tuttavia, si aggiunge a quella di 18 anni di carcere precedentemente inflitta per gli stessi reati e già in parte scontata. Per essere un capo mafia da più di 20 anni, quindi, nei confronti di Savinuccio Parisi i giudici baresi hanno inflitto una pena complessiva di 28 anni di carcere.
La sentenza arriva al termine del processo 'Dominò di primo grado, in cui il boss era imputato con altre 25 persone. Nell’ambito di questo procedimento il boss di Japigia fu arrestato il primo dicembre 2009 insieme con altre 80 persone. Fu poi scarcerato per scadenza termini nel dicembre 2012 ed è attualmente detenuto nell’ambito di un’altra inchiesta della Dda di Bari sulle estorsioni ai cantieri.

Oltre al boss, i giudici hanno condannato otto imputati a pene comprese fra i dieci anni e 6 mesi e i 2 anni e 2 mesi di reclusione. In qualità di partecipi della associazione mafiosa sono stati condannati i pregiudicati Battista Lovreglio, ritenuto il luogotenente del boss, a 9 anni di carcere, Giacinto Carvutto (7 anni), Pasquale Lazzazzara (5 anni), Luigi Spinelli e Antonio Paolo Zefferino (7 anni e 6 mesi), accusati a vario titolo anche di usura, estorsione, ricettazione e armi.

Il Tribunale ha condannato gli imputati anche al pagamento del risarcimento danni nei confronti delle costituite parti civili, Comune di Bari, Città Metropolitana, Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici e Associazione provinciale Antiracket di Bari. I giudici hanno assolto gli altri diciassette imputati, tra i quali l’imprenditore Angelo Tassielli della Sport&More, inizialmente accusato di aver aiutato a 'ripulitè i soldi sporchi del clan, e poi i colletti bianchi coinvolti nell’affare del campus universitario di Valenzano: l’avvocato Vincenzo La Gioia, gli ex amministratori del Comune di Valenzano Donato Amoruso e Vitantonio Leuzzi, Sergio Martino della società Uniedil che aveva acquistato i terreni per i il campus.

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