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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 04:43

burocrazia

«Bari, dipendenti comunali
assenteisti ai seggi»

Azioni disciplinari dopo il blitz del direttore di Ripartizione Ficarella

«Dipendenti comunali assenteisti ai seggi»

di FRANCESCO PETRUZZELLI

Sulla carta risultavano assegnati ai seggi elettorali, con tanto di straordinario e riposo compensativo. Ma in alcuni casi sono stati latitanti per diverse ore. Il sospetto è che si siano allontanati dal seggio per tornare a casa per il pranzo domenicale, oltre i 30 minuti consentiti per la pausa, o per godersi la prima corsa al regalo in centro. Sarà comunque un’indagine interna a stabilirlo e non si escludono pesanti provvedimenti disciplinari.

Domenica 4 dicembre mezza Italia è andata regolarmente al voto per decidere se cambiare o meno la Costituzione (inutile ribadire come è finita) ma qualcosa non avrebbe funzionato nei seggi allestiti a Bari per colpa dei furbetti del posto fisso.

Nessun broglio, nessuna opacità, sia chiaro, ma solo il pesante sospetto che qualche dipendente comunale assegnato alle diverse scuole si sia volontariamente allontanato dalla sede elettorale per sbrigare altre faccende non legate alla consultazione in corso. E per farvi ritorno solo alla chiusura delle urne.

La vicenda risale appunto al referendum costituzionale di dieci giorni fa ed è salita a galla grazie ai blitz del dirigente della ripartizione Servizi Elettorali, Francesco Ficarella, recatosi personalmente in diversi seggi a campione per scoprire che in alcuni casi il personale assegnato con la qualifica di «ufficiale di collegamento» (unità di supporto che garantiscono all’occorrenza un canale diretto con il Comune e con l’ufficio elettorale durante tutto lo svolgimento delle operazioni elettorali, dall’insediamento dei seggi sino alla chiusura) in quel momento non era presente a nella scuola. Ma altrove.

Per ora l’attenzione sarebbe focalizzata su quattro casi, mentre uno sarebbe già stato accertato, con tutte le conseguenze del caso a carico del dipendente comunale. Ovviamente, è bene specificarlo, si tratta di casi isolati, visto che tutto il personale comunale utilizzato ha regolarmente svolto il proprio lavoro.

Essere impiegati ai seggi elettorali è vantaggioso: il dipendente, come nel caso dell’ufficiale di collegamento, intasca ore di straordinario (si aggirano intorno ai 330 euro netti) e nelle 24 ore successive ha diritto al riposo compensativo. Anzi, se le operazioni di spoglio si protraggono fino a notte fonda scattano altre ore di straordinario.

E non a caso in quella domenica dicembrina spunterebbero (stranamente) anche dei verbali di seggio chiusi con notevole ritardo alle ore 3, nonostante uno spoglio veloce, trattandosi di un referendum e non delle estenuanti Politiche o Amministrative. Pure insinuazioni? Casualità? Chissà. Intanto, questo caso imbarazza nuovamente Palazzo di Città perché non si tratterebbe della prima volta.

Già ad aprile scorso, in occasione del referendum sulle trivelle, altri dipendenti comunali (sarebbero coinvolti due vigili urbani e due funzionari amministrativi) si sarebbero allontanati dai seggi. Con la sanzione (blanda) di quattro ore di lavoro tolte dal compenso straordinario. E proprio questo precedente ha spinto l’inflessibile dirigente Ficarella ad effettuare blitz a sorpresa che ora potrebbero avere pesanti conseguenze.

Insomma, non c’è pace per il personale del Comune. Mesi fa la tegola – raccontata in esclusiva dalla Gazzetta – per la truffa sulle carte di identità: dipendenti dell’Anagrafe sospesi dal servizio e costretti a restituire la “cresta” indebitamente intascata sui diritti di segreteria per il rilascio dei duplicati del documento di riconoscimento.

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