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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 00:23

iniziativa sociale

Taranto, una stanza protetta
per le donne vittime di violenza

stanza protetta per donne che denunciano le violenze

La «stanza tutta per sé»

di MARIA ROSARIA GIGANTE

TARANTO - Una luce soffusa, un comodo divano, un ambiente accogliente. La «stanza tutta per sé» realizzata presso la caserma dei Carabinieri di Taranto-Salinella, «Furmuso», dal Soroptimist Taranto, con il contributo di alcuni imprenditori tarantini, ed inaugurata ieri sera, è un luogo tranquillo e riservato. Un luogo in cui le donne vittime di violenza potranno trovare la forza di denunciare l’autore ed il responsabile della propria sofferenza fisica o morale.
Non è la prima stanza realizzata a Taranto. Un’altra c’è già a Martina e presto ce ne sarà un’altra a Grottaglie. Ma, soprattutto, sono già oltre una cinquantina le stanze realizzare in tutta Italia. L’iniziativa, infatti, rientra in un progetto del Soroptimist nazionale realizzato d’intesa con l’Arma dei Carabinieri ed a Taranto voluto dalla presidente provinciale, Deborah Giorgi.

«La stanza tutta per sé» contiene, già nel nome, un forte simbolismo. Per la scrittrice Virginia Woolf, infatti, una «stanza tutta per sé» era il luogo in cui la donna può raccogliersi ed esprimersi. «Una stanza tutta per sé» contiene, infatti, l'idea di una donna che, seppur vittima, decide di reagire, di dire basta, di prendere fiato, di prendere coraggio, di ricominciare a vivere.
L’ispirazione è lì. E il tutto è partito un paio di anni addietro con l’intuizione avuta dalla presidente nazionale del Soroptmist International, Leila Picco, che ha varato il progetto per la realizzazione di luoghi protetti di accoglienza. A testimonianza dell’esistenza del fenomeno in Italia e, soprattutto, dell’esigenza che lo stesso fenomeno emerga sempre più e trovi un pezzo di soluzione nella denuncia dei persecutori ed aggressori.

Così, infatti, Leila Picco, presente ieri sera all’inaugurazione della stanza tarantina, racconta il progetto: «Il fenomeno è grave e, purtroppo, partiamo da un dato significativo: la percentuale delle donne che denunciano violenza rispetto a quella che l’hanno subita. Avevo letto di un’indagine dell’Unione europea in tutti i Paesi europei. Emerge che massimo il 12 per cento delle donne che dichiarano di aver subito violenza, hanno effettivamente denunciato la violenza subita. Secondo l’Istat, il dato italiano è uguale a quello europeo. Il nostro obiettivo è quello di contribuire a far aumentare questa percentuale. Credo che l’ambiente faccia molto, fa molto l’accoglienza, è fondamentale che la donna senta di ricevere le attenzioni giuste. La prima stanza è stata inaugurata nel 2014 a Torino. Nel 2015, ad ottobre, è stato fatto un protocollo tra l’unione nazionale del Soroptimist e il comando generale dell’Arma dei Carabinieri. Oggi in Italia ci sono 53-54 stanze e quest’oggi se ne inaugura un’altra a Lecce. Il progetto ha avuto una risposta eccezionale da parte dei club, ma anche da parte dei comandi provinciali dei Carabinieri».

Quali i riscontri dalle altre province? «Molte donne accettano di entrare in questi ambienti, molte lo chiedono personalmente. Insomma, molte sanno già di questa opportunità. Ma ora dobbiamo ancora incalzare e informare di più. Sul nostro profilo Facebook, abbiamo inserito tutte le stanze realizzate, le targhe, i luoghi. Importante farlo sapere a tutti. I media ci stanno aiutando tantissimo».
L’inaugurazione ieri sera è avvenuta alla presenza del prefetto Umberto Guidato, del comandante provinciale dei Carabinieri di Taranto, colonnello Andrea Intermite, di numerose autorità civili e militari. A sostenere l’impegno del Soroptimist, imprenditori ed amici come Paolo Campagna, Massimo Durante, Paolo Bruni, Teresa e Trifone Dioguardi, Antonio e Romeo Natuzzi, Giuseppe Fasano, i fratelli Perrone, Arcangelo Lamola, Milly Baldaro e Simona Giorgi.

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