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Lunedì 20 Novembre 2017 | 12:57

due i medici

Morì dopo fecondazione
assistita, rischiano processo

Morì dopo fecondazione assistita, rischiano processo

BARI - Con la costituzione delle parti e la citazione della Asl di Bari come responsabile civile, è cominciata dinanzi al gup del Tribunale di Bari Francesco Pellecchia l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio dei due medici imputati per la morte della 38enne di Bitritto (Bari) Arianna Acrivoulis durante un intervento di fecondazione assistita. Rischiano il processo per omicidio colposo Giuseppe D’Amato, ginecologo e direttore del Centro di Fecondazione di Assistita di Conversano, e Cosimo Orlando, primario di Anestesiologia della stessa clinica.

Stando alle indagini della magistratura barese, coordinate dai pm Luciana Silvestris e Grazia Errede e basate sulla documentazione clinica acquisita e sulla consulenza medico-legale, i due medici avrebbero «omesso di disporre la necessaria valutazione cardiologica prima dell’esecuzione dell’intervento», pur sapendo di trovarsi di fronte ad una donna affetta da obesità e diabete e con lieve insufficienza cardiaca.

Avrebbero poi omesso di sospendere la procedura nonostante i sintomi sopravvenuti, e, anzi, avrebbero continuato somministrando ulteriore anestesia fino al decesso della paziente «per aritmia cardiaca».
I fatti contestati risalgono al 10 giugno 2015. Nell’udienza preliminare, che proseguirà il prossimo 27 aprile, si sono costituiti parte civile i familiari della vittima che hanno chiesta la citazione della Asl come responsabile civile.

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