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Domenica 17 Dicembre 2017 | 18:54

giustizia

L'addio del procuratore Motta
«A Lecce anni di soddisfazioni»

procuratore di Lecce, Cataldo Motta

Procuratore Motta

BRINDISI  - «Questa è l’ultima». Lo ha detto, tra le lacrime, il procuratore della Dda di Lecce Cataldo Motta, a Brindisi, dove ha illustrato ai giornalisti gli esiti di un’operazione dei carabinieri che ha portato all’arresto di 54 persone, su 58 destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per mafia, omicidio, armi e droga.
Motta, da diversi anni al vertice della procura di Lecce e della Dda di Lecce, in prima linea nella lotta alla organizzazione di tipo mafioso Sacra Corona Unita, andrà in pensione il 15 dicembre prossimo. Tra le lacrime ha salutato colleghi, forze dell’ordine e giornalisti presenti. «Non ho nulla da recriminare» ha spiegato, rispondendo alle domande dei giornalisti, aggiungendo «secondo me questo mestiere si fa così».

Per Motta, la Scu non ha cessato di avere influenza nel Salento, pur con modalità d’azione diverse per Brindisi, Lecce e Taranto. «Bisogna evitare che il consenso sociale prenda piede e si sviluppi - ha detto - in modo da celare l’esistenza e la vivacità della Sacra Corona Unita, che continua, seppur con un atteggiarsi diverso, ma non bisogna lasciarsi ingannare dalla pax mafiosa». «E' stata una esperienza coinvolgente - ha commentato riguardo alla sua carriera - assorbente. Sono stati anni pieni di soddisfazioni».

«Il mio successore, che non so chi sarà, se la caverà sicuramente bene» ha aggiunto, rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto cosa gli augurasse. «La squadra di magistrati che c'è a Lecce è molto valida». Subito dopo ha preso la parola il sostituto procuratore della Dda di Lecce, Alberto Santacatterina che ha ricordato l’impegno di Motta nel contrasto alla Scu e alcune delle più importanti operazioni da lui coordinate, tra cui l’inchiesta sull'attentato alla scuola 'Morvillo-Falcone' avvenuto il 19 maggio del 2012 in cui morì la studentessa sedicenne Melissa Bassi e per il quale è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per strage aggravata dalla finalità terroristica Giovanni Vantaggiato, tuttora detenuto.

EMILIANO: IL POPOLO PUGLIESE GLI E' RICONOSCENTE - «Il Procuratore della Repubblica di Lecce Cataldo Motta ha concluso la sua ultima indagine, che ha portato all’arresto di 54 esponenti della criminalità organizzata salentina. Il Procuratore Motta ha insegnato a generazioni di magistrati e a tutta la comunità pugliese i valori dell’antimafia, quella concreta e quotidiana. Le parole usate oggi nella conferenza stampa in cui ha illustrato gli esiti della indagine sono ancora una volta un riferimento per noi tutti: è necessario che ciascuno agisca per togliere alle mafie il consenso sociale». Lo afferma il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
«Al procuratore Motta - aggiunge - va la mia personale gratitudine per gli insegnamenti che mi ha impartito e la riconoscenza di tutto il popolo pugliese che in lui ha trovato un esempio di straordinaria professionalità, integrità, dedizione al dovere. Sono orgoglioso di avere lavorato al suo fianco e di avere appreso da lui ciò che solo lui avrebbe potuto insegnarmi». 

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