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Sabato 18 Novembre 2017 | 03:57

nautica

Taranto, aumentano posti barca
saranno 410 al molo sant'Eligio

molo sant'Eligio a Taranto

molo sant'Eligio a Taranto

TARANTO - Due progetti: uno di ampliamento del molo sant’Eligio, l’altro di rilancio del «fronte mare». Con un denominatore comune: Taranto deve ritornare ad essere, secondo la sua naturale vocazione territoriale, una città di mare e sul mare che può e deve utilizzare ogni metro di costa fino a diventare un «porto diffuso», a partire dal porto mercantile che vive un momento di profonda trasformazione da scalo prevalentemente industriale a porto polifunzionale, fino alla nuova stazione navale della Marina Militare che accoglie gran parte della flotta italiana.
Se n’è parlato ieri al convegno sul tema «Molo Sant'Eligio Taranto: quando la nautica diventa futuro». Aprendo i lavori, il giornalista Rai, Francesco Giorgino, che ha moderato il dibattito, ha sottolineato come «nella narrazione giornalistica di Taranto a livello nazionale, negli ultimi anni ci sia stato un abuso dello “stereotipo” che, se ben utilizzato, è uno strumento che aiuta la comunicazione, ma in questo caso ha nociuto gravemente all’immagine di una città che non è solo Ilva e inquinamento, ma è caratterizzata anche da straordinarie risorse naturalistiche, paesaggistiche e storiche».

In seguito Antonio Melpignano, presidente di molo Sant’Eligio, ha presentato il progetto dell’associazione temporanea di imprese «Gap Marine» di «Potenziamento e riqualificazione funzionale del molo Sant’Eligio» che, col potenziamento dell’infrastruttura attuali, trasformerà il molo in «una struttura ricettiva accogliente, efficiente e attrattiva, in grado di ospitare, già dalla prossima estate, con una capacità complessiva di 410 posti barca, il doppio della attuale, dalla piccola imbarcazione da diporto al mega yacht». Melpignano, in rappresentanza della società di capitali consorzio «Mari di Taranto», ha anche presentato la candidatura per un progetto promosso circa 30 anni fa dal Comune di Taranto, ripreso ultimamente nel piano strategico della Provincia di Taranto nell’ambito del Cis (Contratto istituzionale di sviluppo). Tale intervento comporterebbe un sistema integrato di waterfront del Lungomare di Taranto, dalla Rotonda all’inizio del viale Virgilio, con una serie di importanti opere a mare e infrastrutturazioni. L’opera - è stato spiegato - stravolgerebbe l’affaccio a mare di questa area della città e, dando lavoro ad almeno 300 persone e contribuendo significativamente alla rivalutazione sociale e urbanistica del Borgo, rappresenterebbe la vera chiave di svolta per il rilancio definitivo dell’economia legata al mare.

La direttrice del molo Sant'Eligio, Gaia Melpignano, si è detta «orgogliosa di poter contribuire al cambiamento dell’economia tarantina mediante un nuovo modello alternativo alla monocultura industriale del passato». Successivamente è arrivato il plauso del presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, Sergio Prete, ai progetti presentati che, pur riguardando la nautica da diporto, vanno «nella direzione della diversificazione - ha osservato - dei traffici del porto di Taranto». In conclusione è intervenuto Carlo Capria, della presidenza del Consiglio dei ministri (Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica), secondo il quale «pur in un momento di crisi congiunturale, ci sono settori del Sistema Italia che mostrano invece un trend positivo come l’agroalimentare, il turismo, soprattutto quello legato al mare, il diporto. Settori che attraggono naturalmente i giovani che intravedono in essi l’opportunità di realizzarsi professionalmente. Sono settori strategici per il futuro del Paese il cui sviluppo sarà sostenuto dallo Stato».

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