Cerca

Martedì 22 Agosto 2017 | 13:08

A Borgo Mezzanone

Foggia, uccisa e bruciata
Forse è prostituta africana

Il corpo di una ragazza di colore era bruciato per metà: la vittima non è stata ancora identificata. L'allarme dagli ospiti del Cara

Foggia, uccisa e bruciataForse è prostituta africana

Rignano

FOGGIA - A trovare il corpo, seminudo e parzialmente bruciato, è stato verso le 7.30 un migrante del Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Borgo Mezzanone, che dista poche centinaia di metri. Il giovane si stava recando a piedi al lavoro quando, attraversando un campo, ha notato il cadavere, a ridosso di una vigna, e ha dato l'allarme ai carabinieri dello stesso Cara.

Il cadavere appartiene ad una donna di colore, probabilmente di origine africana e dall’età apparente di circa 30 anni. Non aveva addosso documenti di riconoscimento e la sua identità è ancora sconosciuta; le sue scarpe erano a pochi metri dal corpo, seminascosto in una cunetta. L’ipotesi più probabile, secondo gli investigatori, è che la donna sia stata uccisa e il suo corpo dato alle fiamme. Il cadavere, nudo per metà, è stato trovato riverso per terra, su un fianco, con il viso e parte del corpo completamente bruciati.

Sul luogo del rinvenimento, oltre ai carabinieri del comando provinciale di Foggia che hanno avviato le indagini coordinate dal pm della Procura di Foggia Francesco Di Liso, è arrivato il medico legale che ha eseguito una prima ispezione cadaverica per cercare di stabilire quale sia stata la causa della morte della donna. Gli investigatori ritengono che possa trattarsi di una prostituta, ma non si sa ancora se avesse qualche legame con il vicino Centro di accoglienza. I carabinieri, proprio allo scopo di risalire quanto meno all’identità della vittima, hanno ascoltato alcuni cittadini stranieri della zona, ma le indagini appaiono piuttosto complesse.

L’area che ruota attorno a Borgo Mezzanone è diventata negli ultimi mesi piuttosto calda e scenario di diversi episodi di violenza. Appena 24 ore fa una lite tra due bulgari ubriachi è finita con uno dei due che ha dato fuoco ad una baracca del cosiddetto 'Campo dei bulgarì, provocando la morte di un connazionale ventenne e la distruzione di numerosi rifugi precari.

Andando a ritroso nel tempo, il 12 settembre scorso un camerunense era stato accoltellato nel Cara durante una lite, e il 27 ottobre successivo ci furono disordini provocati da decine di migranti che, a seguito di controlli, danneggiarono alcune auto della polizia, incendiarono materiale che si trovava all’interno della struttura e costrinsero i pochi poliziotti che erano in servizio a chiedere rinforzi per evitare conseguenze più gravi.

Sulle misure di sicurezza al Cara di Borgo Mezzanone la Procura della Repubblica di Foggia ha aperto di recente un’inchiesta, mentre il direttore della struttura, Umberto Carofiglio, ascoltato nel settembre scorso a Roma dalla commissione Migranti, sottolineò nell’occasione che la struttura è comunque vecchia e segnalò anche la presenza nelle vicinanze di un campo abusivo in cui sono radunati altri migranti. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione