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Martedì 21 Novembre 2017 | 16:54

Bari

L'Accademia delle belle arti
nella ex caserma Rossani

All'interno sarà realizzato il primo polo della creatività

progetto caserma Rossani a Bari

Polo della creatività all’interno della Rossani

di Antonella Fanizzi

L’Accademia delle Belle arti trova casa. Comune, Città metropolitana e Accademia siglano una intesa per avviare la nascita del Polo della creatività all’interno della Rossani. Il progetto è in parte già finanziato con 18 milioni di euro dal Patto per lo sviluppo della Città metropolitana, approvato dal Cipe. «Abbiamo sancito l’inizio di un percorso - spiega il sindaco Antonio Decaro - che ha due obiettivi: dare una sede degna all’Accademia delle Belle arti e restituire funzionalità e vivibilità ad un altro pezzo di una delle aree più belle e importanti di Bari, e cioé la ex caserma. Questa è una soluzione condivisa con gli studenti, con il Ministero e con i cittadini che hanno compreso l’importanza e il valore di realizzare in quei luoghi un Polo della creatività che si va a integrare perfettamente con il parco urbano che stiamo per realizzare nella zona a sud, con la casa della cittadinanza, con il polo bibliotecario regionale e con tutte le altre attività che intendiamo insediare nelle aree della Rossani». Per via della vicinanza all’università e a tutte le stazioni di trasporto cittadino e metropolitano, gli spazi della ex caserma sono risultati i più idonei ad accogliere gli studenti che provengono dai centri della provincia. Continua il sindaco: «Ora che i fondi sono stati stanziati dal Cipe, saranno i cittadini a decidere, nell’ambito del percorso già attivo di Ri-accordi urbani, quali saranno gli spazi e gli edifici da riqualificare e da destinare al Polo della creatività».

Novità per il Conservatorio Niccolò Piccinni. È stato affidato al Provveditorato alle Opere pubbliche il compito di sbloccare il collaudo e le procedure amministrative che riguardano i lavori di ristrutturazione dell’Auditorium, avviati sette anni fa. Un modo per accelerare i tempi della riapertura del «Nino Rota».

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Commenti all'articolo

  • cpanella

    24 Marzo 2017 - 08:08

    Finalmente un piano di recupero alla vivibilità di una struttura che una volta, almeno in parte, assolveva ai bisogni dei cittadini. I tempi cambiano, il servizio di leva non esiste più (io lo espletai proprio qui nel 1969) e purtroppo lo scempio degli anni '90 non è stato ancora sanato.

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