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Domenica 19 Novembre 2017 | 09:51

da tutta l'Ue a Giovinazzo

Trenta «ragazzi dell'Europa»
sognano un futuro
senza discriminazioni

Trenta «ragazzi  dell'Europa»  sognano un futuro  senza discriminazioni

In Puglia da tutto il continente

di Rita Schena

GIOVINAZZO - Trenta giovani arrivati da tutta Europa a Giovinazzo per un corso di formazione di circa una settimana contro le discriminazioni e le intolleranze. È quanto sta accadendo in questi giorni grazie all'impegno dell'associazione Sof Italy, un network con sede a Triggiano, che promuove progetti formativi finanziati da fondi europei nell'ambito del programma Erasmus Plus, per favorire scambi giovanili e la formazione di operatori nell'ambito del volontariato sociale.

«In questi giorni stiamo ospitando presso il convento dei cappuccini di Giovinazzo alcune comunità di minoranza in vari Paesi europei - spiega Adriano Di Fronzo, tra i responsabili di Sof Italy -. Si tratta di gruppi di giovani che vengono da Francia, Danimarca, Olanda, Svezia, Spagna, Malta e Croazia che dialogano tra loro confrontandosi sulle difficoltà dell'inclusione sociale nei vari Paesi dove vivono e che magari non sono quelli di origine delle loro famiglie. Sono affiancati da noi operatori, insieme con cinque giovani pugliesi. I nostri progetti - continua Di Fronzo - puntano ad abbattere le discriminazioni che spesso si traducono in un minor numero di opportunità per lo sviluppo della persona e di conseguenza in maggiori difficoltà di accesso al mondo del lavoro».

L’associazione triggianese movimenta da e verso l'Europa i giovani che vogliono confrontarsi con i loro coetanei per coltivare competenze personali che serviranno a farli diventare cittadini migliori.

«Proponiamo progetti di formazione gratuiti per due differenti segmenti - sottolinea Di Fronzo - cioè per ragazzi tra 16 e 20 anni che vogliano affacciarsi a un Paese estero, e per giovani da 18 a 30 anni che hanno interessi nell’ambito del volontariato».

Il programma Erasmus Plus, che finanzia il tutto, ha come priorità la mobilità giovanile. «Dal 2013 - continua l’operatore specializzato - il nostro network ha gestito un centinaio di ragazzi italiani e ospitato in progetti locali circa 70 giovani europei».

I percorsi mirano ad accrescere le «soft skills», quelle competenze trasversali che sono così importanti quando si cerca un lavoro nel Nord Europa, e che invece in Italia spesso nessuno guarda se segnalate sul curriculum. «Chi sa dialogare è un cittadino migliore e sarà anche un lavoratore più attento - dice Di Fronzo -. Sappiamo che è un linguaggio che pochi da noi comprendono, ma siamo cittadini europei e dobbiamo confrontarci con le buoni prassi fuori dall’Italia». L’Europa ha trovato la sua strada «differente» a Giovinazzo.

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