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tra turismo e artigianato

Monti Dauni un successo
la «green economy»

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ALBERONA - Agricoltura, promozione delle biodiversità, turismo: sono i tre assi dei Monti Dauni e della green economy, l’economia verde, pulita, sostenibile, di cui si è parlato domenica scorsa ad Alberona.
La cornice è stata quella del convegno organizzato dal Club per l’Unesco di Alberona con la collaborazione della locale amministrazione comunale.
Il tema dell’incontro, “Resilienza e sostenibilità ambientale, quali opportunità per il nostro territorio?” è stato introdotto da Raffaele Petti ed Orfina Scrocco, rispettivamente cerimoniere e presidente del Club. Relatori e pubblico partecipante sono stati salutati dal sindaco di Alberona, Leonardo De Matthaeis: «Il nostro è il paese dell’acqua, dell’aria buona e della poesia - ha detto il primo cittadino. - Il patrimonio ambientale, storico e culturale di Alberona è riconosciuto anche a livello nazionale e internazionale dai marchi di qualità turistica assegnatici con la Bandiera Arancione, il vessillo de I Borghi più belli d’Italia e quello de Les plus beaux Villages de la Terre», ha aggiunto.

A condurre i lavori, Michele De Santis, energy manager, che ha coordinato gli interventi di Gian Maria Gasperi, direttore scientifico della Scuola per Esperti di Certificazione Ambientale; e Leonardo Cera, produttore di cosmetici naturali. In un mondo sempre più segnato dall’emergenza inquinamento, l’entroterra italiano, e quello dei Monti Dauni in particolare, possono e debbono utilizzare la loro ricchezza ambientale come valore aggiunto per realizzare concretamente un nuovo modello di sviluppo, a partire dall’alimentazione, dall’artigianato 2.0, dal turismo attento al tesoro della biodiversità naturale e culturale.

La green economy è l’unica strada per prevenire le tragedie causate dai disastri ambientali e creare nuova occupazione. In Europa, l’economia verde ha già realizzato 4 milioni di nuovi posti di lavoro. Nei paesi dell’Appennino Dauno esiste un vero proprio giacimento di risorse ancora sottoutilizzate, basti pensare a Lucera e ai borghi d’eccellenza dei Monti Dauni, un’area di 30 comuni che, negli ultimi 15 anni, hanno ottenuto importanti certificazioni di qualità. In quest’area, dunque, è possibile realizzare un macro laboratorio, una filiera verde completa, dalle energie da fonti rinnovabili (non solo eolico) al turismo ambientale; dall’artigianato rurale che utilizza materiali locali e naturali al progetto “Chilometri zero” per promuovere il 100 per cento della qualità agroalimentare ed enogastronomica. Lo sviluppo controllato del fotovoltaico non invasivo, la generazione di energia dalle biomasse e il ciclo di filiera del recupero dei rifiuti sono un campo vastissimo, e a portata di mano, di opportunità molto concrete per l’occupazione. Solo producendo qualità, in ogni settore dell’economia e nell’approccio culturale e di sistema all’organizzazione delle nostre comunità, è possibile affrancarsi dalla concorrenza al ribasso e dall’omologazione della globalizzazione.

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