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Venerdì 24 Novembre 2017 | 17:49

il caso

I fondi europei dell'agricoltura
per ristrutturare la chiesetta

Sammichele, 500mila euro per un centro di teatro-terapia. Ma ci fanno le messe

I fondi europei dell'agricoltura  per ristrutturare la chiesetta

di Massimiliano Scagliarini

BARI - Il fatto certo è che fino ad ora non c'è stata nemmeno una commedia, nemmeno un monologo. Che poi: già sarebbe interessante capire come è possibile usare 500mila euro di fondi europei destinati all'agricoltura per la realizzazione di un centro di teatro-terapia. Ma a Sammichele di Bari sono riusciti a fare persino di meglio, dichiarando di voler valorizzare il «palco naturale individuato nel presbiterio posto davanti l'altare in pietra che costituisce ottimo arredamento dello spazio e allo stesso tempo luogo dal quale svolgere le attività di teatro-terapia». E come no: si tratta dell'altare della chiesetta del cimitero. Che serve, come ovvio, per celebrare messa.

«Io nemmeno ho ancora capito in cosa consiste questa teatro-terapia», dice Lorenzo Netti, il combattivo consigliere comunale che con i suoi esposti ha fatto scoppiare il caso. Dopo il dossier di Netti, inviato anche in Procura, la Regione ha infatti dovuto avviare una serie di verifiche sull'utilizzo dei fondi. Quelle amministrative si sono concluse senza rilievi, anche perché Sammichele - stiamo parlando di fondi del periodo 2007-2013 erogati attraverso i Gal - ha chiesto il trascinamento, quindi ha tempo fino a fine anno per completare la rendicontazione. Ma resta, appunto, il problema della gestione e della destinazione d'uso delle opere finanziate: messa così - è ciò che sostiene Netti e che la Regione sta verificando attraverso il Gal - i 500mila euro sono stati utilizzati semplicemente per ristrutturare la chiesa di San Francesco Da Paola e palazzo Pinto.

Quello dei Gal, che in Puglia sono 26, è un mondo complesso. Nella scorsa programmazione europea i Gruppi di azione locale hanno intercettato 300 milioni di fondi del Programma di sviluppo rurale, fondi destinati a sostenere i territori a vocazione agricola anche dal punto di vista sociale. Un meccanismo approvato da Bruxelles: una misura del vecchio Psr, la 321, mirava proprio a finanziare i «servizi essenziali per l'economia e le popolazioni rurali».

Il Comune di Sammichele si è così candidato al bando lanciato dal Gal Terra dei Trulli e di Barsento, bando che è piuttosto chiaro: per almeno cinque anni non è possibile variare la destinazione d'uso delle opere finanziate. Dunque, sia chiaro: se sono state commesse irregolarità che comportano la restituzione delle somme, è il Gal ad essere stato raggirato. Nel progetto per la chiesetta di San Francesco, del resto, è stato messo tutto nero su bianco: oltre al «palco naturale» costituito dall'altare, c'è una cantoria che «rende intrigante la realizzazione di attività di teatro-terapia con altro luogo da cui effettuare la declamazione». E poi, il pezzo forte: «il cimitero alle spalle della Chiesa, con le sue bocche di 15 sepolcri con intorno i gentilizi, luogo di grande valore storico, potrebbe accogliere il palcoscenico per la rappresentazione dei lavori realizzati durante i laboratori e altri eventi estivi». Roba che piacerebbe a Stephen King.

Fatto sta che, terminati i lavori, a marzo la chiesa di San Francesco è stata riaperta al culto con una messa presieduta dal vicario generale dell'Arcidiocesi. Insomma, niente teatro. E con il dubbio, peraltro, che la Curia non sia mai stata nemmeno messa a parte dal Comune della reale implicazione di quei lavori. In una lettera scritta a febbraio 2015 al vescovo di Bari, il sindaco Filippo Boscia (il cui cellulare ieri era sempre staccato) garantisce infatti «che il progetto non prevede alcuno spostamento e alcuna variazione dello stato dei luoghi, onde poter assicurare alla Chiesa di S. Francesco da Paola la sua iniziale destinazione sacra». Già. Peccato che, bando del Gal alla mano, il Comune debba garantire per almeno tre anni - come da business plan allegato al progetto - la gestione del centro di teatro-terapia.

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