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Sabato 25 Novembre 2017 | 10:51

I genitori appena 13enni

Baby genitori a Bari, al bimbo
per ora cognome di fantasia

Piccolo verso l'affido da parte del tribunale per i minorenni: quando il papà compirà 16 anni potrà riconoscerlo

Baby genitori a Bari, al bimboper ora cognome di fantasia

Bari - La segnalazione, ufficialmente, non è ancora giunta al Tribunale per i Minorenni. Intanto, domenica sera, quando la vicenda era già stata diffusa dai mezzi di comunicazione, e il clamore stava diventando assordante per chi già stava vivendo una situazione non facile, la mamma-bambina ha lasciato l’ospedale dove aveva partorito a soli 12 anni. Via dal reparto di una clinica privata di Bari qualche ora prima rispetto alle dimissioni inizialmente programmate per oggi. Dalla sola «preoccupazione» di frequentare la scuola media, stessa classe anche del padre del piccolo, un ragazzino quasi tredicenne, a quella di crescere un bimbo. Il giovanissimo nucleo famigliare, tanto per cominciare, ha deciso di trasferirsi, lasciando il paese in provincia di Bari, scenario della incredibile storia. Al loro fianco, i nonni materni e paterni, naturalmente. Anche questa volta, di fronte all’ipotesi di iniziare una nuova vita altrove, hanno fatto subito da scudo.
Da un lato - ricordiamo - la scelta di non abortire, una volta scoperta la gravidanza. Dall’altro le conseguenze, anche queste complicate, anche sul piano giuridico, oltre sotto l’aspetto di una vita completamente stravolta. Va detto che il neonato (a proposito, pesa tre chili e sta bene), per la legge, ma solo per la legge, non per due famiglie che lo hanno fortemente voluto, non potrà che avere, almeno per ora, un nome e un cognome di fantasia. Occorrerà attendere, infatti, che uno dei due genitori naturali, in questo caso il padre, poco più grande della mamma, compirà 16 anni. Prima il riconoscimento non si può fare. Ma la bussola che indica l’orientamento del Tribunale per i Minorenni va oltre il rispetto formale di norme e procedure. Quello che i magistrati, coadiuvati da psicologi e assistenti sociali faranno, come sempre, sarà guardare alla sostanza di una vicenda complicata quanto dolorosa.
La Procura per i Minorenni, dal canto suo, aprirà un fascicolo per abbandono di minore, presupposto per la dichiarazione di adottabilità. Non potendo i genitori naturali né riconoscere, né, ovviamente, accudire e fare crescere il neonato, sarà necessario individuare nella ristretta cerchia dei parenti della coppia, chi si dichiara disponibile ad averne l'affido. Un passaggio quasi scontato dal momento che, a quanto pare, sono stati proprio i nonni materni e paterni, oltre ai genitori-bambini ad avere scartato l’ipotesi di interrompere la gravidanza. A giocare un ruolo decisivo in questa scelta, il credo religioso. Il contesto, infatti, non è degradato. Entrambe le famiglie, specie quella di lei, è descritta da chi conosce il caso, come molto cattolica. Lo stesso ginecologo che ha seguito la mamma-bambina durante la gravidanza e il parto (è stato necessario intervenire con un cesareo per la giovane età della bimba) è contro l’aborto. A seguire da vicino la vicenda sia il presidente del Tribunale per i Minorenni Riccardo Greco, sia il Procuratore presso il Tribunale per i Minorenni Ferruccio De Stavola. La magistratura avvierà un procedimento cautelare civile: c’è innanzitutto da sostenere la genitorialità e tutelare tutti e tre i minori: un bimbo di pochi giorni e due genitori-bambini.

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