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Nardò

Un giovane disabile
sbeffeggiato su Youtube

Un giovane disabile sbeffeggiato su Youtube

NARDO' - Il figlio, una sorta di «mascotte» della città a causa del suo ritardo mentale, viene filmato e ripreso dai cellulari dei presunti amici. E il video finisce probabilmente in circolazione tra i tanti circuiti telematici. Così il padre va dai carabinieri per sporgere denuncia. Potrebbe finire male per i tanti giovani (ma molti adulti hanno lo stesso «vizio») che adorano postare su Facebook o addirittura serializzare su Youtube le vicende dei personaggi del proprio paese.

Si tratta di vere e proprie saghe a puntate sui «Personaggi di…» con una cittadina salentina a scelta o, più impietosamente sugli «Scemi del paese di…». In questo caso il padre ha scoperto che alcuni video, nei quali compariva il figliolo 35enne, erano stati utilizzati per il divertimento altrui e fatti circolare sul circuito preferito da milioni di italiani, per una sorta di divertimento video «on demand», la piattaforma di WhatsApp. Così, stanco delle angherie subite dal ragazzo, il genitore ha deciso di raccontare tutto alle divise. Una denuncia che ha fatto subito effetto perché l’uomo avrebbe portato con sé una prova dell’esistenza del video, dalla quale i militari sarebbero già riusciti a risalire all’identità del presunto autore.

In ogni caso, soprattutto con le App dei telefonini, è problematico arginare la diffusione dei video a causa di un effetto moltiplicatore, addirittura esponenziale, che può portare a conseguenze tragiche o devastanti per i protagonisti dei video. Il giovane in questione è molto amato dai suoi coetanei ma spesso viene indotto a bere alcolici per una sorta di perverso divertimento di alcune persone. Ovviamente lui non è in grado di distinguere chi gli vuole bene da chi gli vuol fare del male. Ed è questo il problema di chi, con incoscienza, filma e riprende persone, anche maggiorenni, che non sono capaci di esprimere il proprio dissenso alla pubblicazione di quelle immagini. In genere si tratta di persone, i protagonisti di questi video, con minorazioni psichiche o sensoriali, in molti casi hanno anche una tutela giudiziaria riservata alle persone con disabilità. Ci dev’essere, insomma, qualcuno che decida per loro.

Nonostante ciò sono i personaggi preferiti da prendere di mira, per girare un video con le loro povere performance e poi riderci dietro facendo girare il video sui circuiti degli amici. In questo caso, però, potrebbe finir davvero male anche perché la denuncia potrebbe aprire un vasto panorama sui «registi» improvvisati che, già negli anni passati, hanno riempito il circuito di Youtube (il luogo virtuale in Internet dove vengono riprodotti milioni di video amatoriali e registrati con gli smartphone) mettendo alla berlina tutti, o quasi, i neritini con problemi mentali.

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