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Lavoro, in Basilicata
«crollano» nuovi rapporti

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POTENZA - I nuovi rapporti di lavoro attivati in Basilicata nei primi nove mesi del 2016 «crollano» del 14,4% rispetto al 2015, con un dato «pari al doppio di quello nazionale» (-7,7%) e «più grave anche rispetto alla media del Sud» (-9,6%).
I dati sono stati resi noti dal segretario lucano della Uil, Carmine Vaccaro, e dal presidente del Centro studi sociali e del lavoro, Giancarlo Vainieri. Le cessazioni di rapporti lavorativi diminuiscono del 7,2%, «con un saldo fra nuove attivazioni e cessazioni che, pur rimanendo ancora leggermente positivo, sopratutto grazie ai rapporti di lavoro precario, peggiora del 41,6% rispetto a quello del corrispondente periodo del 2015».
«Particolarmente grave», secondo la Uil, è «la flessione nella sottoscrizione di nuovi contratti a tempo indeterminato (-36,4%, a fronte di una riduzione del 33,3% nel Sud e del 32,4% su scala nazionale), e «l'effetto incentivante delle decontribuzioni, ha toccato circa un terzo delle nuove assunzioni a tempo indeterminato». Sull'intero quadro, hanno evidenziato Vaccaro e Vainieri, «pesa anche la rilevanza che il settore pubblico assume, nella regione, anche in termini di datore di lavoro: basti pensare che la pubblica amministrazione ed i servizi pubblici generano il 22,5% del valore aggiunto lucano, a fronte di una media nazionale del 17,2%». La Uil, infine, ha chiesto «un tavolo per verificare gli spazi disponibili per operazioni di stabilizzazione, nei limiti della normativa nazionale e degli obblighi comunitari».

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