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zona senza sorveglianza

Nuova mattanza di papere
al parco Cillarese di Brindisi

papere

BRINDISI - Infiocinate ad una alla volta e messe nei sacchetti. È la raccapricciante ennesima mattanza di papere consumatasi all’interno del parco del Cillarese.
Dopo le anatre sgozzate e le tartarughe impiccate denunciate da La Gazzetta l’anno scorso cui - dopo le «ronde spontanee di alcuni frequentatori» - aveva fatto seguito un periodo di relativa tranquillità, il polmone verde cittadino torna a trasformarsi in un autentico «parco degli orrori».
La scena questa volta si sarebbe consumata non nel tardo pomeriggio come nel caso precedente, ma in pieno giorno. Erano circa le 13 quando una frequentatrice del parco si è imbattuta nella cruenta scena di «caccia».
«Mi sono trovata di fronte ad uno spettacolo raccapricciante. Due extracomunitari armati con una fiocina d'acciaio enorme e molto appuntita stavano al lato di uno dei due ponticelli, quasi nell'acqua a infilzare paperi e ad imbustarli in sacchi, ancora starnazzanti dal martirio», ha confidato a La Gazzetta.
Anche in questo caso i «cacciatori» se ne infischiano degli ammonimenti: «Ho detto ai due - spiega la signora - che non si mangiano e non si pesca lì dentro e di andarsene, ma loro hanno continuato. Ho telefonato al 113 e son venuti i Vigili urbani dopo 10 minuti ma non credo che li abbiano presi». Alla vista delle pattuglie i due avevano già tagliato la corda.
La scena di caccia si è consumata non all’altezza della foce dell’invaso ma nel cuore del parco dove le anatre sono risalite alla ricerca di cibo.
Un posto molto più al riparo dagli occhi indiscreti di passanti, frequentatori e, soprattutto, forze dell’ordine da sempre particolarmente assenti nell’area.

Un film già visto purtroppo.
Nel giugno dell’anno scorso un’altra donna assistette all’ennesima scena da incubo. La giovane era nel parco a fare jogging quando avvistò degli uomini che armati di canne di legno e sacchi di spazzatura facevano strage di anatre nel Parco. Erano circa le 22 quando la giovane si imbatté in un gruppo di 5 o 6 asiatici, tra cui vi erano un paio di donne, che si erano portati anche dei bambini a seguito.
In seguito alla vicenda un gruppo di volenterosi frequentatori del parco diedero vita a delle «ronde» serali per sopperire all’assenza di qualsiasi forma di sorveglianza e segnalare tempestivamente simili episodi. Per un po’ la situazione sembrava essere ritornata, per usare un comodo eufemismo, alla «normalità».
Poi il nuovo massacro di specie palustri.
Si tratta, tuttavia, solo della punta di un iceberg di quanto quotidianamente si consuma all’interno del polmone verde ormai in balia di se stesso e senza uno straccio di vigilanza. Sono sempre più frequenti infatti le scorrerie dei balordi, al punto che anche gli abituali frequentatori - tra cui molti studenti minori che usano la ciclabile del parco per tornare a casa all’uscita da scuola - si sentono sempre più insicuri.

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