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a canosa

Il Tratturo regio
violato e sbarrato

il tratturo regio a Canosa

di PAOLO PINNELLI

CANOSA - Il tratturo Regio, quello della transumanza, dopo tanti secoli, continua ad essere depredato e trascurato. La parte del «tratturo» che inizia dalla strada delle Salinelle, subito dopo il mausoleo Bagnoli, e si incrocia con la strada Camarelle, e poi sfocia sulla strada di Cefalicchio (strada comunale Monteserico-Palmira) sembra terra di nessuno, abbandonata anche dal suo «proprietario»: il Comune di Canosa.
Nella passeggiata lungo questa parte del tratturo, parte integrante della storia di Canosa, si notano continui restringimenti della strada (che invece dovrebbe mantenere una larghezza costante) e soprattutto cumuli di rifiuti di ogni genere.
Il cumulo maggiore lo si scopre un po’ più avanti, a ridosso di un muretto nei pressi del casello ferroviario: qui c’è una vera e propria discarica a cielo aperto. I binari, che corrono lateralmente, lasciano intuire che quel muretto sostituisce le sbarre di passaggio a livello. Si spiega così il cartello distante, alcuni metri prima del passaggio a livello, che recita «Lavori in corso». Il cartello, quasi del tutto arrugginito, è lì, come confermano gli agricoltori della zona, da oltre 25 anni. E con questo escamotage da oltre 25 anni la strada è chiusa al traffico, creando disagi a molti operatori della zona.
Ed infatti, una lettera datata 13 dicembre del 2005 (undici anni fa), firmata da una quindicina di proprietari della zona prima e dopo il passaggio a livello, segnalava all’allora sindaco Francesco Ventola, una situazione di disagio per quei proprietari che hanno terreni da una parte e dall’altra dei binari, costretti, per la chiusura ultredecennale del passaggio a livello, a tornare indietro sulla Statale 93 e raggiungere invece dopo alcuni chilometri quei campi, distanti pochi metri in linea d’aria.

«Nella qualità di proprietari di fondi rustici ubicato in agro di Canosa posti alla contrada Anna Colucci (Amacalucci) vogliamo informarla di una vicenda che ormai si trascina da 15 anni (ed era il 2005!). Nella zona, su un normale tracciato della strada vicinale di proprietà comunale, facente parte del famoso tratturo Regio che prosegue per la strada denominata Donna Giuditta, esiste un passaggio a livello delle Ferrovie dello Stato che risulta chiuso dallo stesso periodo. Nei pressi del casello ferroviario vi è anche un cartello ormai in precario stato di conservazione in cui è scritto che vi sono dei lavori in corso per la verità ma iniziati negli ultimi 15 anni. È inutile dirle che a causa dello sbarramento apparentemente momentaneo ma che si trascina da tanti anni siamo costretti ad allungare il percorso di 4-5 km circa per raggiungere i nostri fondi per effettuare i lavori agricoli dovuti. Ma la cosa ancora più sconcertante è che la zona antistante il passaggio a livello bloccato da un manufatto in cemento e ormai diventata ricettacolo è di discarica a cielo aperto di rifiuti di ogni genere con conseguenze anche ambientali». La lettera di oltre dieci anni fa, purtroppo, è del tutto attuale. Le segnalazioni, quelle di ieri ma purtroppo anche degli ultimi tempi, con la nuova amministrazione, non sembrano aver sortito alcuna effetto. Nè per i rifiuti, nè per la riapertura della strada e nemmeno per la continua «erosione» del tratturo che, ormai, di «Regio» ha solo il nome.

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