Cerca

Sabato 25 Novembre 2017 | 03:11

A Bari

Operaio ucciso per errore
boss condannato all'ergastolo

Operaio ucciso per errore boss condannato all'ergastolo

BARI - Il gup del Tribunale di Bari Sergio Di Paola ha condannato il boss barese Antonio Battista, ritenuto affiliato al clan mafioso Di Cosola, alla pena dell’ergastolo per l’omicidio di Giuseppe Mizzi, l’operaio ucciso per errore nel rione di Bari-Carbonara il 16 marzo 2011. Mizzi fu vittima di uno scambio di persona: obiettivo dei killer era invece un affiliato ad un clan rivale. Battista è ritenuto il mandante del delitto.

Il giudice, come chiesto dal pm della Dda Federico Perrone Capano, ha riconosciuto l’aggravante mafiosa condannando il boss al massimo della pena. La sentenza è stata emessa al termine del processo celebrato con il rito abbreviato nell’aula 'bunker' di Bitonto (Bari) in cui sono imputati altri 59 presunti affiliati al clan Di Cosola. Per l’omicidio di Mizzi sono già stati condannati con rito abbreviato in secondo grado i presunti esecutori materiali: Emanuele Fiorentino a 20 anni di reclusione e Edoardo Bove a 13 anni e 4 mesi.

«Siamo soddisfatti per questa sentenza perché la giustizia sta funzionando». Così Angelo Mizzi, fratello di Giuseppe, commenta la condanna. «Una cosa però è essere soddisfatti, altro è la felicità - dice Angelo - perché nessuna condanna ci restituirà Giuseppe».

Alla lettura del dispositivo della sentenza, nell’aula 'bunker' di Bitonto, era presente uno dei figli della vittima, oggi 19enne, accompagnato dall’avvocato della famiglia Mizzi, Egidio Sarno.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione