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Petruzzelli, la procuraspulcia tre anni di appalti

Le carte dell'inchiesta alla Corte dei Conti e all'Anticorruzione

Petruzzelli, la procuraspulcia tre anni di appalti

di ISABELLA MASELLI

BARI - Procura e Fondazione continuano a spulciare le carte alla ricerca di condotte illecite nella gestione degli appalti al teatro Petruzzelli di Bari. Dopo gli arresti della scorsa settimana, il pm Fabio Buquicchio sta affidando in questi giorni consulenze tecniche per definire i contorni della vicenda, ipotizzando fino a questo momento i reati di corruzione e turbativa d'asta. Mentre già da alcuni giorni sono all'attenzione degli investigatori i dispositivi elettronici (pc e telefoni) sequestrati durante le perquisizioni alla ricerca delle tracce di una possibile contabilità parallela, la Procura ha ora conferito un nuovo incarico per ricostruire i rapporti economici fra il teatro Petruzzelli di Bari e le imprese vincitrici degli appalti. Il consulente dovrà ricostruire tempi e modalità con cui sono stati affidati i quattro appalti che secondo la magistratura barese sarebbero stati truccati. Si tratta della gara per la vigilanza affidato nel 2013 alla società SA.MA., quello per le forniture di luci affidato nell'aprile 2015 alla «Suono Luce Service», l'appalto per le pulizie vinto dalla «Chiarissima società Cooperativa» e quello per servizi di facchinaggio affidato alla «Scav», entrambi risalenti a due anni fa e poi prorogati di un altro anno.

Con riferimento a tre di questi appalti (luci, pulizie e facchinaggio) la Procura ha accertato, grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali e a riprese video, il pagamento di presunte tangenti da parte di quattro imprenditori al direttore amministrativo del teatro, Vito Longo (tutti agli arresti domiciliari per corruzione). Gli arresti riguardano otto presunte tangenti per complessivi 20mila euro pagate in meno di due mesi (ottobre-dicembre 2015), ma le indagini si estendono almeno fino ai due anni precedenti. Ai domiciliari sono finiti Longo e gli imprenditori Franco Mele (già a processo per abuso d'ufficio con riferimento ad un'altra vicenda relativa a servizi forniti alla Fondazione), Nicola Losito, Vito Armenise e Giacomo Delle Noci.

Gli accertamenti patrimoniali sono stati delegati alla Guardia di Finanza di Bari,

mentre degli altri aspetti della vicenda si sta occupando la Digos della Questura.

Il quarto appalto sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti è quello della «SA.MA.» relativo al servizio di «custodia e primo intervento», una gara risalente al 2013 per la vigilanza del teatro da 190mila euro per sei mesi - poi prorogata per altri sei mesi - vinta dalla ditta di Marino Lavopa (indagato a piede libero). È proprio «attraverso lo spezzettamento dell'appalto annuale in due semestrali - si legge nell'ordinanza di arresto - si è ottenuto un importo sottosoglia, tale da consentire di non applicare la regola dell'evidenza pubblica».

La Procura ritiene che «un gruppo selezionato di imprenditori, d'intesa con il direttore amministrativo, cercavano di far redigere bandi-fotografia, con la previsione di requisiti talmente stringenti da ridurre la platea dei potenziali concorrenti».

Dallo studio degli atti è inoltre emerso che numerosi imprenditori estranei a questi presunti fatti illeciti sarebbero da mesi in credito con il teatro perché risultano molte fatture non pagate. Oltre ai profili penalmente rilevanti, la Procura ha inviato gli atti alla Corte dei Conti perché la magistratura contabile verifichi l'eventuale danno erariale, trattandosi di fondi pubblici, e all'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione.

Anche la Fondazione continua la sua attività d'indagine interna e sta predisponendo nuova documentazione relativa a quegli e ad altri appalti che nelle prossime settimane metterà a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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