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Giovedì 23 Novembre 2017 | 06:11

Il 5 e 6 dicembre

Cattolici e ortodossi
la «nostalgia dell'unione»
a Bari diventa futuro

Cattolici e ortodossi  la «nostalgia dell'unione»  a Bari diventa futuro

È una visita importante quella che il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, Ecumenico di Costantinopoli, compirà a Bari il 5 e 6 dicembre prossimi. Da 25 anni presiede l’insieme delle Chiese ortodosse e sul rapporto con la Chiesa pugliese e italiana interviene p. Giovanni Distante O.P., sacrista della Pontificia Basilica San Nicola di Bari. Il priore padre Ciro Capotosto ha inviato un telegramma al Patriarca.

di Giovanni Distante

Oggi 2 novembre ricorre il 25° anniversario (1991-2016) di intronizzazione sul Trono Ecumenico di Costantinopoli di Sua Santità Bartolomeo I, arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca ecumenico, che sarà a Bari nei giorni 5 e 6 dicembre in concomitanza con la festa liturgica di San Nicola. La valenza ecumenica della visita di Bartolomeo I, che dal 1991 presiede nella carità l’insieme delle Chiese ortodosse, spendendosi instancabilmente per l’unità di tutte le Chiese cristiane e per la pace nel mondo, è supportata dalla convinzione che l’ecumenismo è compito precipuo di tutte le Chiese locali. La nostra terra di Puglia, testimonianza vivente di una passata e pacifica convivenza tra greci e latini, oggi più che mai si mostra attenta alle problematiche dei rapporti di comunione nell’unica fede tra cattolici ed ortodossi, grazie anche agli studi e alle attività promosse dall’Istituto di Teologia Ecumenica «San Nicola», eretto nel 1968 dalla Conferenza Episcopale Pugliese d’intesa con l’Ordine Domenicano, al quale la Santa Sede il 25 novembre 1951 ha affidato la Basilica di San Nicola.

Nell’intento di rinsaldare questi rapporti di fraternità e di collaborazione con il Patriarcato Ecumenico, l’Istituto «San Nicola» aveva organizzato nel 1984 (13-16 novembre) un «pellegrinaggio» dei vescovi di Puglia a Efeso e Istanbul. L’allora Patriarca Ecumenico Dimitrios I definì questa visita «una tappa determinante e costruttiva nella storia del dialogo della carità fra le due chiese sorelle, dialogo che sostanzia e consolida il lavoro teologico pastorale». In concomitanza con le celebrazioni del IX Centenario della traslazione delle reliquie di San Nicola da Myra a Bari (1087-1987), attraverso un’editoriale della rivista «O Odigos» avevamo invitato Dimitrios I e Giovanni Paolo II a venire a Bari, perché «ritrovarsi insieme è il segno di una comunione che nessuna separazione può ostacolare e costituisce un irresistibile richiamo al mondo frammentato perché responsabilmente ritrovi la via della comprensione e della pacificazione» (Anno VI/1987, n.1).

La positiva esperienza degli «itinerari ecumenici», organizzati dal Centro Ecumenico dei Padri Domenicani per far conoscere l’Ortodossia in loco, contribuirà a rafforzare notevolmente i rapporti tra la Basilica di San Nicola e il Patriarcato di Costantinopoli. Durante uno di questi itinerari («Istanbul e le sette chiese dell’Apocalisse»: 30 luglio-6 agosto 1989), in assenza del patriarca Dimitrios I, fummo ricevuti al Fanar dall’allora Metropolita di Calcedonia Bartolomeo, compagno di studi a Roma di p. Salvatore Manna. Avevamo portato in dono due volumi su San Nicola. Ricordo che p. Manna aveva finito di stilare la dedica per il patriarca Dimitrios, quando Bartolomeo, voltandosi verso di me disse: «La dedica per me la scrive padre Giovanni». Mi sentii immensamente onorato da quel gesto, anche perché avevo conosciuto soltanto di vista il Metropolita Bartolomeo in occasione della visita del Patriarca Dimitrios I a Roma nel 1987.

Il 2 novembre 1991, insieme a p. Salvatore Manna e a p. Rosario Scognamiglio, ebbi la gioia di partecipare nella chiesa di San Giorgio al Fanar all’intronizzazione del nuovo Patriarca. Ho potuto rivivere l’emozione di gridare in greco il mio Axios («È degno»), insieme a tutti i partecipanti, tramite un video postato in internet e segnalatomi giorni fa da un amico ortodosso. Grazie all’interessamento del Metropolita di Myra, Chrysostomos Konstantinidis, subito dopo la cerimonia d’intronizzazione, fummo i primi ad essere ricevuti da Sua Santità Bartolomeo I nel suo studio privato. Nel donare il prezioso liquido della «Manna», non potevamo non rivolgere anche al nuovo Patriarca l’invito a recarsi pellegrino a Bari. Un rituale che si ripeterà nei nostri ulteriori viaggi a Costantinopoli o incontri con il Patriarca in altri luoghi e circostanze diverse.

Agli inizi degli anni ’90, non potevamo nascondere la nostra preoccupazione sulle difficoltà che il dialogo teologico ufficiale tra le due chiese sorelle, cattolica ed ortodossa, incontrava nel contesto internazionale. Tensioni che non potevano impedire il prosieguo del cammino. Perciò il nostro appello lanciato dalle pagine di «O Odigos» a Bartolomeo I: «Santità faccia vivere la speranza. La Preghiamo in nome di Dio» (Anno XI,/1992, n. 2). Sapevamo che il Patriarca, fedele al suo discorso d’intronizzazione, avrebbe favorito non solo la collaborazione inter-ortodossa, ma l’unità di tutte le chiese cristiane, particolarmente la riunificazione fra le chiese sorelle di Roma e Costantinopoli.

In questi giorni in molti si chiedono perché il Patriarca Ecumenico ha tardato a venire proprio a Bari, dove la testimonianza di Nicola, Santo della Chiesa indivisa, risveglia quella che Giovanni Paolo II definì «la nostalgia per l’unione; non però la nostalgia di un passato il cui ricordo inesorabilmente, nel fluire del tempo, si scolora: ma l’attesa di un futuro che ci è stato promesso, e che per noi è il compito e il lavoro del presente» (Bari, 26 febbraio 1984). P. Manna è morto con questo desiderio, ma che ha sempre vissuto come un sogno, convinto che i sogni si realizzano in conformità con il progetto di Dio, quando e come vuole e con i mezzi che lui vuole. La visita di Bartolomeo I, tanto attesa e che provvidenzialmente avviene nel 25° anniversario della sua intronizzazione sul Trono Ecumenico (2 novembre 1991-2016), è per tutti un dono dello Spirito.

Attendiamo con speranza i discorsi che il Patriarca pronuncerà nel segno luminoso della testimonianza di Nicola, «Regola di Fede» e «Dottore Ecumenico», all’indomani della celebrazione del Concilio pan-ortodosso di Creta (26 giungo 2016). Nonostante le incertezze che l’avevano preceduto e l’assenza di alcune chiese, il Concilio pan-ortodosso si è svolto in un clima di preghiera e dialogo, su temi attuali quali la missione della chiesa nel mondo contemporaneo e la relazione delle Chiese ortodosse con il resto del mondo cristiano.

Nella Basilica di San Nicola, il 5 dicembre Bartolomeo I riceverà il premio «San Nicola» in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico della Facoltà Teologica Pugliese, e il 6 dicembre presenzierà, insieme con il suo Seguito, al Solenne Pontificale presieduto da Sua Eccellenza Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari e Delegato Pontificio della Basilica.

Il nostro sentito grazie a Sua Santità e ad multos annos!

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