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Dopo i controlli della Polizia

Foggia, gravi disordini
al Cara di Mezzanone

Foggia, gravi disordinial Cara di Mezzanone

Momenti di forte tensione si sono registrati ieri mattina al Centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Foggia con disordini provocati da decine di migranti che, a seguito di alcuni controlli, hanno danneggiato alcune auto della polizia, hanno incendiato materiale che si trovava all’interno della struttura e hanno costretto i pochi poliziotti che erano in servizio a chiedere rinforzi per evitare conseguenze più gravi.
«Poteva finire male - dichiara in una nota il segretario nazionale dell’Ugl Polizia di Stato, Filippo Girella - servono più personale e un front office. Per evitare che rivolte come quella odierna possano portare a conseguenze spiacevoli, c’è bisogno di un impegno forte dello Stato per il Cara di Foggia con più personale di polizia e con la realizzazione di un front office».
Per Girella «è assolutamente necessario che ci si organizzi per fronteggiare questo tipo di problema, visto che non è la prima volta che al Cara di Foggia succedono simili fatti. C’è bisogno di una rapida assegnazione di personale al Cara di Foggia e della realizzazione di un front office per tutelare l’incolumità dei pochi poliziotti in servizio presso il Centro di Borgo Mezzanone».
Il segretario provinciale di Foggia dell’Ugl Polizia, Giovanni Consalvi, da tempo chiede la realizzazione del front office ma, nonostante sembra siano stati stanziati i fondi, i poliziotti continuano ad essere esposti a molti rischi.
Il centro di accoglienza richiedenti asilo è di nuovo nel pieno dell’emerfgenza e sta scoppiando. Sette anni fa, nell’estate 2009 in piena emergenza sbarchi di profughi e relativa accoglienza, si scongiurò l’ipotesi di allargare il «cara» di Mezzanone per ampliare la capienza da 1200 (c’era il pienone in quel periodo) a 1500 posti. Sette anni dopo quella capienza è sfiorata. Sono infatti oltre 1414 gli stranieri richiedenti asilo ospiti del centro situato nella borgata che, pur ricadendo nell’agro Manfredonia, dista una dozzina di chilometri da Foggia sulla strada per Trinitapoli. Cifra record cui vanno aggiunti altri 400 extracomunitari - per lo più donne e bambini - ospitati in una decine di strutture situate in varie zone della Capitanata e convenzionate con la Prefettura: negli ultimi tempi se ne sono aggiunte un altro paio, a San Giovanni Rotondo e Carlantino, per far fronte alla massa di extracomunitari in fuga dal loro Paese.
In linea ormai del tutto teorica il «cara» (centro accoglienza richiedenti asilo) di borgo Mezzanone dovrebbe accogliere non più di 600 persone (per lo più africani) in fuga dai loro Paesi e che restano per mesi nella struttura foggiana in attesa che le domande di asilo politico vengano vagliate dalla commissione territoriale, che si riunisce cinque volte alla settimana all’interno dello stesso impianto per interrogare i richiedenti e poi decidere se accoglierli, rilasciare i permess, a quel punto il profugo deve lasciare il «cara».

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