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chiuse indagini

Crac da oltre 4 milioni
Imprenditori baresi
accusati di bancarotta

processo giustizia

BARI - La Procura presso il Tribunale di Bari ha chiuso le indagini sulla presunta bancarotta della società 'Parco Lafenice srl' di Gravina in Puglia (Bari), titolare dell’omonima sala ricevimenti. Ai tre ex amministratori unici, Silvia Chiarulli, Francesco Sportelli e Carlo Marinò, e ai due ex amministratori di fatto, Giacomo Zingariello e Michele Ariani, il pm Fabio Buquicchio contesta il reato di concorso in bancarotta fraudolenta aggravata per aver dissipato fra il 2010 e il 2013 (data del fallimento) beni aziendali per complessivi 4,3 milioni di euro.
In particolare, nel 2011 sarebbe stato ceduto un ramo di azienda costituito dall’intera attività di ristorante, albergo e sala ricevimenti con due distinte operazioni di vendita in favore della società 'Primafila srl', amministrata - secondo la magistratura barese - da Zingariello e Ariani, amministratori di fatto di 'Parco Lafenice'. La cessione di beni mobili e immobili si sarebbe conclusa con il solo pagamento in contanti di 1,5 milioni di euro a fronte di un valore stimato in 4,3 milioni e di una esposizione debitoria di oltre 4 milioni di euro. Per non pagare i creditori gli amministratori avrebbero poi dichiarato nei bilanci passività inesistenti relative a costi di produzione e del personale, nonostante l’attività fosse cessata da anni. Infine, avrebbero distrutto in parte i libri e le scritture contabili per non consentire di ricostruire patrimonio e movimento degli affari.

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