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I panzerotti a Londra
l'idea di un altamurano

I panzerotti a Londra  l'idea di un altamurano

di  Onofrio Bruno

ALTAMURA - Da Altamura a Londra, pioniere dei panzerotti. È la singolare impresa di Gianni Perillo, 41enne, che ne sforna a centinaia al Greenwich Market. Con una laurea in economia e commercio, dopo un decennio di lavoro in una società petrolifera, ha deciso di reinventarsi. E come differenziarsi se Londra è satura di «street food», soprattutto pizzerie? Ecco l’idea con cui ha ottenuto un suo stand nell’affollato mercato londinese.

«Panzerotto Blues» è il nome della sua attività. È ispirato a «Focaccia Blues», il film di Nico Cirasola che ha raccontato la chiusura del McDonald’s ad Altamura, vicenda che 13 anni fa ha destato così tanto clamore da diventare un caso internazionale. Fiero delle sue origini, Perillo lo ha scritto anche su un cartello: «Abbiamo una storia italiana da dirti».

Un antidoto all’«italian sounding», il magma delle falsificazioni del gusto che tanti danni procura all’economia italiana. Anzi, le materie prime sono di aziende italiane, così come l’olio è rigorosamente pugliese. Su queste basi è riuscito ad ottenere una postazione al «Greenwich». Dopo un’iniziale diffidenza, il panzerotto conquista i londinesi e i tanti visitatori.

«La mia è stata una scelta voluta - spiega Perillo - perché da anni covavo il desiderio di fare l’imprenditore. Ho sempre sofferto il lavoro da dipendente, poi si è presentata l’occasione. Ho deciso di partire, inizialmente senza la famiglia. Avevo solo due certezze». Quali? «Lavorare nel settore del cibo perché tirerà sempre; poi volevo lasciare l’Italia perché volevo colmare la mancata conoscenza della lingua inglese e poi perché sapevo che il regime fiscale nel Regno Unito è più conveniente di quello nostro».

La scelta cade sui panzerotti. «Ho imparato a farli io stesso, grazie anche a un cugino panettiere, Giacinto Fraccalvieri, che mi ha insegnato i segreti dell’impasto perfetto - aggiunge -. Il lavoro che sto facendo mi regala grosse soddisfazioni e la nostra postazione crea curiosità perché è molto rustica». Visto il buon esito, si è ricongiunto con moglie e figlio piccolo. Ha adattato il panzerotto al gusto inglese, creando varianti come quelle alla carne di vitello e ai piselli.

«Vedo l’Italia come un Paese in difficoltà soprattutto per chi ha voglia d’intraprendere - dice - perché troppo alti sono i costi per sostenere un’impresa e troppi gli impedimenti burocratici. Penso che lo street food sia il settore del momento, perché la nostra cucina è ricchissima di tante prelibatezze. Dico ai ragazzi che hanno un mestiere in mano, panettieri, fruttivendoli, salumieri, pizzaioli, cuochi, pescivendoli, che all’estero possono essere molto apprezzati».

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