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La storia

Milillo, da Sammichele
alla terra dei canguri
è lui il campione di pizza

Milillo, da Sammichele alla terra dei canguri  è lui il campione di pizza

di Valentino Sgaramella

SAMMICHELE - La piccola comunità di Sammichele ha il suo campione mondiale dei pizzaioli. Giuseppe Milillo, 22 anni, ha preparato la migliore pizza per la categoria senza glutine nel campionato svoltosi recentemente a Melbourne, in Australia.

Del giovane sammichelino scrivono tutti i principali giornali australiani. Milillo è nato e vissuto fino a pochi anni fa nella cittadina barese di 6.500 abitanti, da oggi famosa non solo per la zampina. Una terra ricca di profumi, sapori e tradizioni culinarie, evidentemente, che hanno spronato il ragazzo a ricercare la perfezione nel mondo della panificazione e della cucina italiana.

Racconta: «Sin da quando avevo 15 anni, assieme a mio fratello, ho sviluppato un particolare interesse per il mondo della panificazione - spiega il campione mondiale - e da allora il nostro obiettivo è stato quello di creare qualcosa cui mai nessuno avesse pensato prima». Nonostante la sua giovane età, Milillo ha lasciato la sua Sammichele visitando l’Europa per poi approdare in Australia dove, da circa un anno, lavora come pizzaiolo presso il «Verace Pizzeria Italian Restaurant» di Sydney.

«In questo lungo e tortuoso cammino ho acquisito molte nozioni culinarie e ho imparato a conoscere le diverse usanze dei vari Paesi», dice. Non si sottovaluti la giovane età perché il giovane ha affrontato responsabilità molto grandi, percorrendo in salita il cammino che da semplice pizzaiolo lo ha condotto ad essere manager di due ristoranti italiani in Francia.

La sua umiltà gli insegna che nulla è dovuto, se non i sacrifici, pur di raggiungere il risultato sperato.

«Un giorno, mentre sbucciavo una mela, mi sono chiesto se mai sarebbe stato possibile creare una pizza con le stesse calorie di questo frutto». L’idea apparentemente improbabile non si schioda dalla mente di Giuseppe. «Ho deciso di credere in questa impresa ardua. L’obiettivo primario era riuscirci a tutti i costi, e l’idea che fosse una cosa che tutti ritenevano impossibile mi accaniva ancora di più nel riuscirci». Il secondo problema era quello di non intaccare il sapore naturale della pizza al quale gli italiani sono abituati, il terzo e ultimo, non per importanza, era quello di generare un impasto ricco di proprietà nutritive superiori alla mela stessa. «Immaginate di dover creare un impasto con le stesse calorie di una mela ma col sapore reale della pizza e con molti più vantaggi nutrizionali», racconta.

Come creare qualcosa di straordinario con un costo base minimo? «Le domande aumentavano ma poi ho trovato un grano dell’Etiopia, privo di glutine, non molto conosciuto ma primo per benefici nutrizionali». Nasce così dalle mani di Giuseppe l’impasto senza glutine con le stesse calorie di una mela ma con il sapore della pizza classica. Così vince il campionato mondiale di pizza a Melbourne, per la categoria «senza glutine», affrontando centinaia di concorrenti provenienti da tutto il mondo. «Dedico questa vittoria a tutti coloro che hanno creduto in me sin dall’inizio e a mio fratello Natalino, chef a Sammichele».

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